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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21905/2023 del 22/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Antoci era stato condannato per danneggiamento e violenza privata nei confronti di Osagie Blessing per aver investito volontariamente la bicicletta elettrica della persona offesa, impedendone la marcia e distruggendo il mezzo del valore di €1.700. Con il ricorso in Cassazione il difensore ha proposto tre motivi denunciando violazione di legge e vizio di motivazione: ha contestato l'entità e la qualificazione delle lesioni; ha invocato la menomazione oftalmica dell'imputato come causa ostativa alla visibilità e quindi alla responsabilità; ha rilevato l'assenza di certificazioni mediche sulle lesioni e problemi di comprensione linguistica della persona offesa; ha chiesto l'esclusione dei reati di minaccia e danneggiamento e l'improcedibilità per assenza di querela in relazione a ipotizzate lesioni lievi; ha invocato l'applicabilità della causa di esclusione della punibilità ex art. 131-bis c.p.; e infine ha chiesto il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che molte censure fossero eccedenti rispetto al thema decidendi (ad esempio contestazioni su reati non contestati in gravame come le minacce) e che le restanti deduzioni si risolvessero in censure di fatto inammissibili in sede di legittimità o fossero ripetitive delle argomentazioni già esaminate e rigettate dal giudice di merito. Il ricorso è quindi stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di €3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8 legge n. 176/2020

    Consente il trattamento del ricorso in Cassazione senza intervento delle parti; la Corte ha proceduto sulla base di tale disposizione

  • d.lgs. n.150/2022

    Riferimento normativo relativo alla procedibilità d'ufficio di taluni reati; la decisione osserva che i reati di danneggiamento e violenza privata erano procedibili d'ufficio prima delle modifiche introdotte dal decreto

  • art. 131-bis c.p.

    Norma che disciplina una causa di esclusione della punibilità invocata dal ricorrente; la Corte ha esaminato la richiesta e ha ritenuto che non ricorressero i presupposti per l'applicazione dell'art. 131-bis nel caso concreto

Massime di principio

  • In Cassazione non sono ammesse censure che si limitino a rinnovare contestazioni di fatto: il ricorso deve articolare questioni di diritto o motivi che evidenzino errori giuridici del giudice di merito
  • Non si può basare il ricorso esclusivamente su elementi di prova o valutazioni probatorie nuove: tali questioni vanno sollevate e comprovate in sede di merito, non in sede di legittimità
  • Le doglianze su reati o profili non oggetto della decisione impugnata (thema decidendi diverso) sono inammissibili: il ricorrente deve attagliarsi ai capi di imputazione e alle statuizioni effettivamente pronunciate
  • L'invocazione di cause di esclusione della punibilità (es. art. 131-bis) richiede la dimostrazione che siano soddisfatti tutti i presupposti normativi; mere affermazioni generiche non sono sufficienti
  • La dichiarazione di inammissibilità può comportare condanna alle spese processuali e sanzioni pecuniarie (versamento alla Cassa delle ammende), pertanto è necessario valutare la fondatezza formale e sostanziale del ricorso prima di proporlo

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