Cassazione Penale, Sentenza n. 33317/2024 del 30/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il DAP ha impugnato l'ordinanza del Magistrato di sorveglianza di Spoleto (confermata dal Tribunale di sorveglianza di Perugia) che aveva autorizzato Luigi Pompeo ad acquistare riviste in libera vendita, anche se non comprese nell'elenco del Mod. 72, previo controllo di sicurezza. Il DAP contestava che la richiesta del detenuto era generica (autorizzazione globale ad acquistare "qualsiasi" pubblicazione), che mancava la dimostrazione di un "attuale e grave pregiudizio" ai diritti del detenuto richiesto dall'art. 35-bis/69 Ord. pen. e che il giudice si era sostituito legittimamente alla valutazione discrezionale e organizzativa dell'Amministrazione penitenziaria prevista per il regime differenziato (art. 41-bis).
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso del DAP. Ha ritenuto che il reclamo proposto dal detenuto fosse generico e non avesse documentato un pregiudizio concreto, attuale e grave a un diritto soggettivo tale da giustificare il reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis e art. 69, comma 6, lett. b). Ne consegue che il Magistrato di sorveglianza ha pronunciato erroneamente adottando la procedura prevista per il reclamo giurisdizionale; pertanto la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza del Tribunale e, di conseguenza, l'ordinanza del Magistrato di sorveglianza n. 2023/892 del 29 maggio 2023 relativa a Pompeo Luigi. Il ricorso del DAP è stato quindi accolto.
Norme richiamate
Il reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis è esperibile solo se ricorre un pregiudizio attuale e grave all'esercizio di un diritto soggettivo; il giudice deve verificare preliminarmente tale sussistenza e qualificare come generico il reclamo privo di tale requisito.
art. 69 Ord. pen. (e art. 69-bis, comma 6, lett. b))
"un attuale e grave pregiudizio all'esercizio dei diritti"
Il rimedio giurisdizionale è limitato ai casi in cui l'Amministrazione abbia determinato un pregiudizio concreto e attuale ai diritti del detenuto; senza questa concreta lesione il reclamo non è ammissibile.
Il regime differenziato consente restrizioni alla fruizione di beni e pubblicazioni per esigenze di sicurezza; tali limitazioni devono comunque conciliarsi con la possibilità, nei limiti della sicurezza e dell'organizzazione, di garantire i diritti all'informazione, allo studio e alla lettura mediante procedure di controllo.
Mod. 72 (elenco pubblicazioni autorizzate dall'Amministrazione penitenziaria)
L'elenco non è necessariamente esaustivo, ma l'Amministrazione può preventivamente selezionare pubblicazioni ritenute compatibili; richieste di pubblicazioni non presenti nell'elenco devono essere valutate caso per caso e sottoposte a controlli.
Giurisprudenza citata (Cass. Sez. 1, n. 36865/2021)
Ha affermato che non ogni pubblicazione può entrare automaticamente nell'istituto e che l'ingresso va valutato rispetto alla compatibilità con le finalità del regime differenziato e le esigenze organizzative; tuttavia la fattispecie concreta può presentare differenze che impediscono un'identica sovrapposizione.
Giurisprudenza citata (Cass. Sez. 1, n. 29819/2021)
Ha riconosciuto che anche per beni a scopo ricreativo (es. lettore CD) occorre valutare l'incidenza sull'organizzazione dell'istituto e la sostenibilità degli oneri per la messa in sicurezza, legittimando scelte organizzative restrittive ove l'onere sia inesigibile.
Giurisprudenza citata (Cass. Sez. 1, n. 20155/2022)
Ha confermato che il diniego di una autorizzazione generica ad acquistare qualsiasi pubblicazione non determina automaticamente una lesione di un diritto soggettivo tale da fondare il reclamo giurisdizionale.
Corte costituzionale, sent. n. 122/2017
Richiamata quale principio generale relativo ai limiti e alle garanzie nelle restrizioni dei diritti in contesto detentivo; sottolinea l'esigenza di bilanciamento tra diritti del detenuto e esigenze di sicurezza e organizzazione.
Massime di principio
- Il reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis/69 è ammissibile solo se il detenuto dimostra un pregiudizio concreto, attuale e grave a un diritto soggettivo; richieste generiche (es. autorizzazione illimitata ad acquistare "qualsiasi" pubblicazione) sono inammissibili.
- Il regime 41-bis legittima limitazioni alla circolazione di pubblicazioni per esigenze di sicurezza e di organizzazione; la magistratura può annullare decisioni amministrative solo se vi è una violazione concreta di diritti soggettivi.
- L'elenco amministrativo (Mod. 72) non è necessariamente esclusivo: l'acquisto di pubblicazioni non presenti può essere consentito caso per caso, ma subordinato a controlli preventivi e alla valutazione della sostenibilità organizzativa.
- Il giudice non può sostituirsi all'Amministrazione nelle valutazioni discrezionali di sicurezza/organizzazione in assenza di un danno giuridicamente rilevante provato dal detenuto.
- Per ottenere tutela giudiziaria il detenuto deve indicare titoli specifici e motivare la necessità (studio, informazione, esigenze particolari); ciò facilita la valutazione e distingue il diritto effettivamente leso dalla mera richiesta di amplificazione dei diritti.
- Le esigenze organizzative e di risorse dell'istituto possono giustificare rifiuti o limitazioni: le autorizzazioni che richiedano oneri e controlli non sostenibili possono essere legittimamente negate.
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