Cassazione Penale, Sentenza n. 33294/2024 del 30/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl giudice ha accolto la fase rescindente del ricorso straordinario e ha revocato la sentenza della Corte di Cassazione n. 49719 del 07/11/2023 limitatamente al capo n. 4 rilevando che sussisteva un errore di fatto significativo e rilevante ai fini dell'esito. Ha quindi disposto la fase rescissoria con nuova trattazione pubblica degli originali ricorsi (la decisione definitiva sul capo n. 4 sarà assunta in successiva udienza).
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno proposto ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. sostenendo che la Corte di Cassazione aveva commesso un errore di fatto/percezione: agli atti del ricorso per cassazione e alle conclusioni depositate era stata allegata la remissione di querela rilasciata da Antonio De Luca il 19/09/2022 relativa al capo di imputazione n. 4, ma la Corte di Cassazione aveva ritenuto presente solo la remissione relativa al capo n. 19 e aveva quindi omesso di tener conto dell'estinzione anche del reato contestato nel capo n. 4. Tale omissione, secondo i ricorrenti, è un errore di fatto che ha influito sull'esito della decisione.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
Il rimedio mira a correggere errori di fatto della Corte di cassazione consistenti in svista o inesatta percezione delle risultanze processuali; se l'errore è rilevante e incide sull'esito, la Corte può revocare la precedente decisione e disporre la correzione o l'integrazione del giudizio, fino alla sostituzione in toto della sentenza impugnata, con eventuale integrale rinnovazione del giudizio in udienza pubblica.
Giurisprudenza citata (Sez. U, n. 16103 del 27/03/2002, Basile)
Conferma che l'art. 625-bis permette, in presenza di errore di fatto rilevante, di adottare provvedimenti che possono sostituire la precedente decisione e che la correzione può richiedere la celebrazione di una nuova udienza quando la rettifica incide sullo spazio del contraddittorio e sulla valutazione dei motivi.
Giurisprudenza citata (Sez. 1, n. 7189 del 13/02/2024, Pieraccini)
Ribadisce che quando la correzione dell'errore di fatto impone la riconsiderazione di motivi di ricorso esaminati erroneamente, la procedura deve articolarsi nella immediata caducazione del provvedimento viziato e nella successiva udienza per il rinnovato giudizio, potendo portare alla sostituzione della precedente sentenza.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è lo strumento idoneo per censurare errori di fatto della Corte di cassazione derivanti da svista o inesatta percezione delle risultanze processuali.
- L'errore di fatto è rilevante e va corretto quando ha inciso sull'esito della decisione; in tal caso la Corte può revocare la sentenza impugnata e disporre la rinnovazione del giudizio o correggere la decisione stessa.
- Se la rettifica richiede una riconsiderazione di questioni già esaminate alla luce degli atti (ad es. remissione di querela che estingue il reato), è necessario svolgere la fase rescissoria con nuova udienza pubblica per garantire il contraddittorio.
- La tempestività e l'allegazione documentale (ad es. copia della remissione di querela e procura speciale) sono cruciali: documenti effettivamente depositati e rilevanti devono essere presi in considerazione, e la loro omissione può costituire errore di fatto.
- Quando il reato risulta estinto per remissione di querela e ciò sia documentato, l'organo giudicante può annullare la condanna relativa senza rinvio o disporre le necessarie conseguenze processuali, previo corretto accertamento formale degli atti.
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