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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7492/2022 del 02/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e vizio di motivazione dell'ordinanza che aveva respinto la richiesta di detenzione domiciliare ex art. 16-novies d.l. n. 8/1991. Il ricorrente contestava che il Tribunale avesse valutato il passato criminale in modo esclusivamente retrospettivo, senza attribuire sufficiente rilievo alla positiva evoluzione della personalità, alla collaborazione prestata e alla condotta rieducativa attestata dagli atti e dalle produzioni difensive

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata fosse adeguatamente motivata: pur riconoscendo l'esito positivo del percorso rieducativo e il valore della collaborazione, il Tribunale ha legittimamente richiesto un supplemento di osservazione per accertare l'effettività del ravvedimento, in considerazione del grave passato criminale e del remoto fine pena; ha inoltre dato rilievo al parere negativo della Direzione nazionale antimafia, che pur non essendo vincolante costituisce un imprescindibile punto di riferimento e la cui smentita richiede argomentazione peculiare. Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 16-novies d.l. 15 gennaio 1991, n. 8, conv. dalla l. 15 marzo 1991, n. 82

    Il requisito del ravvedimento per i collaboratori di giustizia non puo essere presumibile per effetto della sola collaborazione e dell'assenza di collegamenti persistenti con la criminalita organizzata; occorrono ulteriori elementi specifici che dimostrino, anche in termini di ragionevole probabilita, l'effettiva sussistenza del ravvedimento. Il parere della Direzione nazionale antimafia, se negativo, necessita di specifica e peculiare confutazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali a seguito dell'inammissibilita del ricorso

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 2000

    Richiamata in relazione alla possibilita di infliggere, per profili di colpa connessi a impugnazioni irrituali, l'obbligo di versamento di una somma alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • La mera collaborazione con la giustizia non crea di per se una presunzione automatica di ravvedimento utile a ottenere benefici penitenziari; sono necessari elementi ulteriori e specifici che dimostrino il cambiamento
  • La valutazione del giudice di sorveglianza deve ponderare sia il passato criminale sia la evoluzione rieducativa, e puo richiedere un periodo supplementare di osservazione soprattutto quando il fine pena e remoto
  • Il principio di gradualita nell'attribuzione dei benefici penitenziari consente di procedere per step, riservando misure piu incisive solo dopo consolidamento di prove di emenda
  • Il parere della Direzione nazionale antimafia, pur non vincolante, ha rilievo significativo: un suo contenuto negativo richiede una motivazione specifica e circostanziata per essere superato
  • In cassazione il vizio di motivazione deve essere effettivo: decisioni adeguatamente motivate non sono revocabili con argomentazioni che replicano valutazioni di merito
  • Impugnazioni manifestamente infondate o irrituali possono comportare condanne alle spese e l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende

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