Cassazione Penale, Sentenza n. 28988/2022 del 21/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Cirillo, titolare di una ditta individuale informatica, è accusato di concorso in corruzione propria (artt. 110, 319, 319-bis, 321 c.p.) per aver emesso fatture per operazioni inesistenti verso società riconducibili al corruttore Federico Bianchi di Castelbianco e, tramite bonifici effettuati anche dalla sua ex convivente Valentina Franco, avere creato e messo a disposizione le provviste di denaro utilizzate per remunerare la funzionaria infedele del MIUR, Giovanna Boda. Il Tribunale di Roma, in sede di riesame, aveva annullato la misura cautelare disposta dal G.I.P. ritenendo la condotta di Cirillo mera esecuzione postuma non penalmente rilevante; il Procuratore ha impugnato sostenendo che la creazione e la messa a disposizione del prezzo della corruzione costituiscono condotte penalmente rilevanti e partecipative
La decisione
La Corte di legittimità ha accolto il ricorso del Procuratore, annullando con rinvio l'ordinanza del Tribunale di Roma. La Cassazione ha ritenuto che la decisione impugnata abbia erroneamente qualificato come irrilevante la condotta di Cirillo: egli ha avuto piena e consapevole compartecipazione nella formazione e messa a disposizione del denaro costituente il prezzo della corruzione, attività che integra una delle condotte consumative del reato e non un mero post factum. La Corte ha richiamato la giurisprudenza (Sez. U., Mills) e l'intervento legislativo relativo alle operazioni sotto copertura per motivare che tali fattispecie sono penalmente rilevanti. L'ordinanza è quindi annullata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Roma
Norme richiamate
Disciplina della responsabilità per concorso di persone nel reato; applicata per attribuire a Cirillo partecipazione alla condotta corruttiva
Norma sulla corruzione propria invocata come fattispecie centrale rispetto alle condotte contestate (dazione/ricezione di utilità al pubblico ufficiale)
Richiamato tra le norme sul tema della corruzione e delle sue articolazioni successive
Norma ulteriormente richiamata nel capo d'imputazione; la giurisprudenza ha interpretato il ruolo delle diverse condotte rispetto alla consumazione del reato
Riferito nel contesto della causa di non punibilità prevista per gli ufficiali di polizia giudiziaria durante operazioni sotto copertura: la sua previsione normativa presuppone che le condotte descritte siano altrimenti penalmente rilevanti
Legge n. 3 del 2019, art. 1, comma 8 (modifica art. 9 L. 146/2006)
Estende, per le operazioni sotto copertura, la causa di non punibilità a comportamenti che consistono nel corrispondere denaro o utilità in esecuzione di accordi illeciti già conclusi da altri; la Corte rileva che tale norma implica che quelle condotte siano normalmente punibili
Giurisprudenza - Sez. U. n. 15208 del 25/02/2010 (Mills)
Principio secondo cui il reato di corruzione si perfeziona alternativamente con l'accettazione della promessa o con la dazione; se alla promessa segue la dazione, la consumazione (e il decorso della prescrizione) si verifica al momento della dazione
Giurisprudenza - pronunce su non configurabilità di compartecipazione postuma (es. Sez. 6 n. 18125 del 22/10/2019, Bolla)
Soffermano il principio generale che non sempre chi interviene dopo la chiusura dell'accordo è parte del reato; la Corte ha però distinto tali precedenti quando l'intervento posteriore è stato invece consapevole e decisivo per la messa a disposizione del prezzo della corruzione
Massime di principio
- La mera esecuzione materiale di un atto collegato a un accordo corruttivo può essere penalmente irrilevante se effettivamente estranea all'accordo, ma quando il soggetto contribuisce consapevolmente a creare o rendere disponibile il prezzo della corruzione integra partecipazione al reato
- Se alla promessa corruttiva segue la dazione dell'utilità, la consumazione del reato può ricadere nel momento della dazione; pertanto chi facilita o realizza materialmente la dazione può essere ritenuto partecipante
- La presenza di operazioni (es. fatture false, bonifici, creazione di provviste) che servono a occultare o a fornire il prezzo della corruzione costituisce elemento da valutare come indice di consapevolezza e compartecipazione
- L'intervento legislativo sulle attività sotto copertura (causa di non punibilità per P.G.) presuppone che le condotte elencate siano di norma punibili: ciò rafforza l'interpretazione secondo cui la messa a disposizione del denaro è rilevante penalmente
- Nel riesame cautelare il giudice deve differenziare tra mera esecuzione materiale e condotte intermedie/di intermediazione consapevole; la valutazione dei gravi indizi deve considerare ruolo, intenzionalità e contributo concreto alla realizzazione del prezzo corruttivo
- Per situazioni similari è rilevante documentare elementi oggettivi (fatture inesistenti, flussi finanziari, ruoli professionali, contatti con corruttore e corrotto) che dimostrino la consapevolezza e finalità corruttiva dell'operatore che ha agevolato il trasferimento di denaro
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