Cassazione Penale, Sentenza n. 39992/2025 del 12/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore impugna l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo emesso nei confronti di due motonavi di Traspemar s.r.l., reclamando che il Tribunale avrebbe omesso di considerare elementi investigativi rilevanti (in particolare ulteriori denunce contro imprenditori rinvenute nella disponibilità dell'indagato Marrazzo al momento delle perquisizioni del 2025 ed altre denunce trasmesse in precedenza) idonei a dimostrare il periculum in mora e la persistenza di attività illecite, e censurando inoltre il presunto travisamento delle dichiarazioni di un imprenditore escusso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che il motivo sia in parte generico e in parte non consentito. Ha richiamato il principio secondo cui il ricorso per cassazione avverso ordinanze di riesame relative a misure reali è ammesso soltanto per violazione di legge (art. 325 c.1 c.p.p.) e non per vizi logici ordinari della motivazione (art. 606 c.1 lett. e) c.p.p.), salvo i casi di carenza motivazionale talmente grave da configurare errores in iudicando o in procedendo. Nel caso concreto il Tribunale aveva motivato la decisione evidenziando la datatezza degli elementi a sostegno del pericolo e l'assenza di attività illecite successive al luglio 2022; il ricorrente non ha specificato temporalmente e nel dettaglio gli elementi omessi né ha dimostrato una carenza motivazionale radicale, e ha sollevato censure di travisamento della prova che rimangono vizi motivazionali non sindacabili in questa sede. Pertanto l'ordinanza del Tribunale di Napoli rimane confermata e il ricorso è dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
Limita l'ammissibilità del ricorso per cassazione contro le ordinanze di riesame in materia di misure reali alla sola violazione di legge; non consente il sindacato in Cassazione dei vizi logici ordinari della motivazione.
art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.
La censura relativa a vizi logici della motivazione rientra nell'ambito di questa disposizione e, salvo i casi estremi di mancanza o radicale insufficienza della motivazione, non è sindacabile con il ricorso per cassazione avverso ordinanze di riesame di misure reali.
Giurisprudenza consolidata (Sez. U., n. 25932 del 2008, Ivanov e altre)
Per poter valere in Cassazione il vizio motivazionale deve consistere in errores in iudicando o in procedendo, ossia in una motivazione del tutto mancante o priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza; vizi meno radicali restano inammissibili.
Massime di principio
- Avverso ordinanze di riesame su misure cautelari reali il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge: non prospettare genericamente vizi di fatto o di motivazione.
- Per contestare la mancanza di periculum in mora bisogna specificare chiaramente gli elementi omessi, con indicazione temporale precisa e come essi incidono sulla valutazione della concretezza e attualità del pericolo.
- Le censure di travisamento della prova testimoniale sono vizi motivazionali tipici e, salvo che non emergano come errore radicale della motivazione, sono inammissibili in Cassazione in questa materia.
- Se si vuole ottenere sindacato in Cassazione su questioni di motivazione occorre dimostrare che la motivazione è del tutto assente o contraddittoria al punto da rendere incomprensibile l'iter logico del giudice (errores in iudicando o in procedendo).
- In fase di riesame è essenziale che il ricorso evidenzi in modo puntuale eventuali nuovi elementi sopravvenuti rispetto alle valutazioni del giudice a quo, dimostrando la loro rilevanza temporale e probatoria rispetto all'esigenza cautelare.
Testo integrale
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