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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39987/2025 del 12/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per il reato di truffa riferita alla vendita di una lavatrice difettosa spacciata per nuova. Denuncia: 1) che si sarebbe trattato di un mero inadempimento civilistico e mancava l'elemento del raggiro e del dolo, essendo la presunta vittima in grado, con ordinaria diligenza, di accorgersi del difetto; 2) mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità di cui all'art. 131-bis c.p., atteso il valore esiguo del bene (€120), la occasionalità e le modalità della condotta; 3) mancata applicazione di pene sostitutive alla pena detentiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato. Ha ritenuto inammissibile per genericità il primo motivo (valutazione di fatto non sindacabile in cassazione): la Corte territoriale aveva ricostruito come il ricorrente avesse creato, mediante vendita in fiera, volantini e imballaggio con cellophane, l'apparenza che il bene fosse nuovo impedendo un controllo immediato, elementi idonei a costituire artifici e raggiri e a dimostrare il dolo. Ha accolto invece il secondo motivo: la Corte d'appello non ha fornito motivazione convincente nel negare l'applicazione dell'art. 131-bis c.p., essendosi limitata ad affermare che il danno di €120 non era esiguo e a riferirsi alle condizioni della vittima senza precisare i dati relativi al momento del fatto; pertanto la questione dovrà essere riesaminata nel merito da altra sezione della Corte d'appello di Napoli. Il terzo motivo è stato assorbito. Conseguenza: annullamento parziale della sentenza impugnata limitatamente alla valutazione sulla causa di non punibilità e rinvio per nuovo giudizio su tale punto.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod.pen.

    La Corte ha rilevato che la Corte d'appello non ha adeguatamente motivato il diniego della non punibilità per particolare tenuità; va valutato se, alla luce del valore del bene, delle modalità e dell'occasionalità della condotta, il fatto sia di particolare tenuità e non abituale.

  • art. 640 cod.pen. (truffa)

    La fattispecie è stata ritenuta integrata dagli artifici e raggiri (es.: vendita in fiera con volantini e imballaggio che impediva il controllo), e dal dolo dell'imputato, ricavabile dalla condotta e confermato dalle dichiarazioni della vittima e dagli accertamenti di polizia giudiziaria.

  • Giurisprudenza (Sez. 4, n. 10153 del 11/02/2020)

    Principio richiamato: la valutazione dell'attendibilità della persona offesa e della testimonianza è questione di fatto non sindacabile in Cassazione, salvo motivazioni affette da manifesti vizi logici o basate su mere congetture.

  • Giurisprudenza (Sez. 2, n. 42941 del 25/09/2014)

    Principio richiamato: la mancanza di ordinaria diligenza da parte della vittima non esclude la sussistenza della truffa quando il raggiro ha prodotto la fiducia necessaria a elidere il controllo; la deficienza di attenzione non cancella l'idoneità dei mezzi fraudolenti.

Massime di principio

  • La configurazione della truffa può fondarsi su artifici indiretti (allestimento della scena di vendita, imballaggi che impediscono il controllo, pubblicità ingannevole) anche se l'acquirente avrebbe potuto percepire il difetto con maggiore attenzione; la diligenza dell'acquirente è irrilevante se il raggiro ha creato la fiducia necessaria a elidere il controllo.
  • Le valutazioni probatorie (affidabilità della vittima, ricostruzione dei fatti) rese dal giudice di merito sono difficilmente rivedibili in Cassazione, salvo motivazioni manifestamente illogiche o fondate su mere congetture.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) richiede un esame motivato e specifico: il basso valore economico del danno è un elemento rilevante ma non esclusivo; il giudice deve valutare con dati persuasivi l'entità del danno, le modalità della condotta, l'occasionalità e le condizioni della vittima al momento del fatto.
  • In presenza di una denegata applicazione dell'art. 131-bis ritenuta non adeguatamente motivata, la Cassazione può annullare e rinviare la questione per nuovo esame, con possibile rideterminazione della pena o derubricazione.
  • Le eccezioni relative all'applicabilità di pene sostitutive possono essere assorbite se la decisione sulla non punibilità o sulla diminuzione della responsabilità viene rimessa al giudice di merito in sede di rinvio.

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