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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41875/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

De Santis, nella qualità di legale rappresentante della CD L s.r.l., è stato condannato per il reato previsto dall'art. 5 d.lgs. 74/2000 per non aver presentato la dichiarazione IVA relativa al 2015, con IVA evasa pari a €56.990. Ha impugnato in Cassazione chiedendo l'annullamento in relazione alla confisca per equivalente disposta in suo confronto, contestando la mancata motivazione sull'impossibilità di procedere alla confisca diretta sui beni della società e sostenendo che la confisca personale poteva essere disposta solo dopo aver accertato l'infruttuosità del patrimonio sociale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. La Corte ha ritenuto adeguatamente motivata la decisione di merito circa l'incapienza del patrimonio della società o circa elementi che indicavano l'indisponibilità di beni dell'ente, osservando che il ricorrente non ha indicato elementi concreti a sostegno della sussistenza di beni sociali suscettibili di sequestro e confisca, limitandosi a censure generiche. La confisca per equivalente e la condanna sono quindi rimaste confermate.

Norme richiamate

  • art. 5 d.lgs. 74/2000

    Fattispecie contestata: omessa presentazione della dichiarazione ai fini IVA con conseguente evasione di imposta (nel caso specifico IVA evasa pari a €56.990 per l'anno 2015).

  • art. 12-bis d.lgs. 74/2000

    Richiamato nel ricorso in relazione alla confisca per equivalente; la doglianza verte sul presunto vizio di motivazione rispetto all'applicazione delle misure patrimoniali previste per reati tributari.

  • art. 125 c.p.p.

    Norma processuale evocata dal ricorrente in relazione alla motivazione; la Corte di cassazione ha ritenuto che la motivazione fornita dai giudici di merito sulla impossibilità della confisca diretta fosse adeguata e sufficiente a giustificare la confisca per equivalente.

Massime di principio

  • La confisca per equivalente è legittima se il giudice di merito motiva adeguatamente l'incapienza del patrimonio dell'ente o l'impossibilità di procedere alla confisca diretta sui beni della persona giuridica.
  • Chi impugna deve indicare elementi concreti e specifici che dimostrino l'esistenza di beni della società suscettibili di sequestro; le contestazioni generiche sono ininfluenti in sede di legittimità.
  • Il semplice trascorrere del tempo può essere considerato motivo rilevante per ritenere l'indisponibilità dei beni societari, purché il giudice motivi tale valutazione.
  • Nel caso di reati tributari commessi dal legale rappresentante, è legittimo adottare misure cautelari e misure di confisca sui beni personali se non risultano beni immediatamente disponibili nell'ente per la confisca diretta.
  • In Cassazione la valutazione della motivazione dei giudici di merito è sindacabile solo se emergono specifici vizi di legittimità; la mera reiterazione di censure di fatto senza specificità non è sufficiente.

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