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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33177/2025 del 07/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli che, su richiesta di riesame della terza interessata Valeria Chirico, aveva disposto la restituzione di due autoveicoli, quote sociali, rapporti bancari e altri beni precedentemente sequestrati in esecuzione di decreto di sequestro preventivo a carico di Roberto Chirico. Il Procuratore europeo contestava che il riesame fosse ammissibile e che la terza interessata non avesse dimostrato di essere effettiva proprietaria o titolare dei beni; denunciava carenza di motivazione dell'ordinanza e sosteneva che l'individuazione dei beni in sede esecutiva sia ammissibile e non pregiudichi il diritto di agire del PM per provare la riferibilita dei beni all'indagato.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivo manifestamente infondato, respingendo l'appello del Procuratore europeo. La Corte ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale di Napoli secondo cui il PM aveva introdotto nuove risultanze investigative (annotazione della Guardia di Finanza) senza contraddittorio, configurando nei fatti un sequestro nuovo rispetto al decreto originario, e che non era stata provata la cosiddetta intestazione fittizia. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui il terzo può promuovere il giudizio di riesame anche quando l'individuazione dei beni avvenga in fase esecutiva e ha ribadito che l'onere di provare la disponibilita dei beni in capo all'indagato grava sul Pubblico ministero; la sola incapienza patrimoniale del familiare non e prova sufficiente della disponibilita in capo all'indagato. Il rigetto del ricorso ha quindi confermato l'ordinanza che aveva disposto la restituzione dei beni alla terza interessata.

Norme richiamate

  • codice di procedura penale, art. 325, comma 1

    Richiamato in relazione al vizio di motivazione invocato dal ricorrente; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia adeguatamente motivato l'esclusione della prova dell'intestazione fittizia e che il ricorso non abbia dedotto violazione di tale norma.

  • codice di procedura penale, art. 611

    Richiamato solo in ordine alla mancata richiesta di discussione del ricorso in Cassazione; nessun rilievo sostanziale rispetto alla decisione di merito.

Massime di principio

  • Nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente il terzo cui sono stati sequestrati beni formalmente intestati a lui puo proporre il giudizio di riesame anche se l'individuazione dei beni e avvenuta in fase esecutiva.
  • L'onere di provare che i beni formalmente intestati a terzi siano nella effettiva disponibilita dell'indagato grava sul Pubblico ministero; la mera incapienza patrimoniale del terzo non costituisce prova della disponiblita in capo all'indagato.
  • L'introduzione, in fase esecutiva, di nuove risultanze investigative rilevanti ai fini del sequestro richiede contraddittorio e vaglio giurisdizionale; trattandosi di elementi nuovi puo configurarsi un 'sequestro nuovo' che legittima il riesame del terzo.
  • La Corte richiede una motivazione compiuta quando si esclude l'intestazione fittizia: il giudice deve spiegare perche gli elementi prodotti non sono sufficienti a collegare i beni all'indagato.

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