Cassazione Penale, Ordinanza n. 10595/2025 del 17/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore generale. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo, osservando che la decisione di merito aveva già valutato le prove disponibili e che la conclusione assolutoria era sorretta da motivazione immune da vizi, poiché non risultava dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che l'imputato fosse l'autore dell'espressione minacciosa.
Esito
Favorevole al resistente (imputato)
La controversia
Il procedimento riguardava un'imputazione per minaccia semplice. Il Giudice di pace di Termoli aveva assolto l'imputato ritenendo non raggiunta la prova che egli fosse l'autore della frase di contenuto minaccioso. La Procura generale presso la Corte d'appello di Campobasso ha proposto ricorso deducendo violazione di legge e omessa valutazione delle deposizioni della persona offesa e dei testimoni dell'accusa, sostenendo che il giudice di merito avrebbe trascurato risultanze probatorie decisive. La Corte di cassazione ha però rilevato che la sentenza impugnata aveva esaminato le varie risultanze istruttorie e motivato in modo non illogico sul punto centrale: mancava la prova piena, al di là di ogni ragionevole dubbio, che l'imputato fosse l'interlocutore che aveva pronunciato la frase minacciosa.
Norme richiamate
richiamato come norma incriminatrice del reato di minaccia contestato all'imputato.
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità, il motivo che contesti la valutazione del materiale probatorio è manifestamente infondato quando la sentenza di merito abbia effettivamente esaminato le deposizioni e le altre risultanze istruttorie, dando conto in modo non illogico delle ragioni della decisione.
- L'assoluzione per minaccia è corretta quando non sia raggiunta la prova piena, oltre ogni ragionevole dubbio, dell'identità dell'autore della frase minacciosa.
- La censura per omessa valutazione della prova non è accoglibile se, dal testo della motivazione impugnata, risulta che il giudice abbia preso in considerazione le prove decisive e le abbia apprezzate con argomentazione logicamente coerente.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- ordinanza_penale · 17 mar 2025Cassazione Penale, Ordinanza n. 10404/2025 del 17/03/2025
- ordinanza_penale · 17 mar 2025Cassazione Penale, Ordinanza n. 10417/2025 del 17/03/2025
- ordinanza_penale · 17 mar 2025Cassazione Penale, Ordinanza n. 10445/2025 del 17/03/2025
- ordinanza_penale · 17 mar 2025Cassazione Penale, Ordinanza n. 10483/2025 del 17/03/2025
- ordinanza_penale · 17 mar 2025Cassazione Penale, Ordinanza n. 10527/2025 del 17/03/2025
- ordinanza_penale · 17 mar 2025Cassazione Penale, Ordinanza n. 10528/2025 del 17/03/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →