Cassazione Penale, Sentenza n. 11323/2022 del 29/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Richiesta di rimessione in termini ex art. 175 cod. proc. pen. per proporre impugnazione in cassazione: il ricorrente deduce che la sentenza della Corte di appello (deliberata il 12/01/2021) è stata depositata oltre il termine di novanta giorni (deposito il 28/04/2021) e che il difensore non ha ricevuto l'avviso di deposito, pur essendo già fiduciariamente nominato. Si chiede la restituzione in termini per poter proporre ricorso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il ricorrente non ha provato la legittimazione del difensore a proporre impugnazione: dagli atti non risulta che il difensore fosse stato nominato al momento della deliberazione della sentenza (la sentenza non riportava i nominativi dei difensori). La Corte ha richiamato l'onere del difensore di provare la propria nomina (es. produzione della nomina o di un verbale di udienza). Per effetto dell'inammissibilità, è stata condannata la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
Regola la restituzione in termini per proporre impugnazione: grava sull'istante l'onere di allegare la mancata conoscenza e le ragioni che l'hanno determinata; la Corte ha aggiunto che, prima ancora, il difensore deve provare la propria legittimazione a proporre l'impugnazione
art. 175, comma 4, cod. proc. pen.
Consente la trasmissione degli atti alla Cassazione quando la Corte di appello si dichiari incompetente a decidere sull'istanza; richiamato come procedimento formale seguito dalla Corte di appello
Stabilisce il termine di deposito della sentenza e l'obbligo di notificare l'avviso di deposito al difensore dell'imputato; qui richiamato per affermare che l'avviso dovrebbe essere notificato al momento del deposito della sentenza
Prevede la condanna alle spese processuali e la possibilità di applicare una sanzione pecuniaria se il ricorso è inammissibile senza giustificata assenza di colpa; applicato per imporre la sanzione di Euro 3.000,00
Corte Cost. sent. n. 186 del 13/06/2000
Richiamata in relazione ai criteri per valutare l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; nel caso, la Corte non ha ravvisato assenza di colpa
Sez. 5, n. 416 del 03/12/2019 (Toro)
Richiamata per il principio secondo cui sull'istante grava l'onere di allegare la mancata conoscenza e le ragioni che l'hanno determinata nella richiesta di restituzione in termini
Massime di principio
- La domanda di restituzione in termini ex art. 175 cod. proc. pen. richiede non solo l'allegazione della mancata conoscenza dei termini ma anche la prova delle ragioni che l'hanno determinata; l'onere probatorio è stringente.
- Per potersi dolere della mancata notifica dell'avviso di deposito, il difensore deve provare di essere stato nominato prima della deliberazione della sentenza (es. procura, nomina formale o verbale di udienza); in mancanza, il ricorso è inammissibile per carenza di legittimazione.
- La data di deliberazione e la data di deposito della sentenza sono elementi cruciali: se il deposito avviene oltre i termini stabiliti, può sorgere il problema della notifica dell'avviso, ma la soluzione dipende dalla prova dello status del difensore al momento della deliberazione.
- La mancata produzione della documentazione che attesti la nomina del difensore comporta il più probabile rigetto per inammissibilità; pertanto è fondamentale conservare e produrre la nomina o i verbali di udienza
- L'inammissibilità del ricorso può comportare la condanna alle spese e l'applicazione di una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., salvo che non sia dimostrata assenza di colpa.
- Per evitare problemi analoghi: assicurarsi che la nomina del difensore sia documentata e acquisita negli atti di causa, e monitorare tempestivamente depositi e notifiche delle sentenze per valutare l'eventuale ricorso nei termini
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