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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49248/2022 del 27/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza per violazione dell'art. 192 c.p.p. e per vizio della motivazione in ordine alla affermazione di responsabilità, sostenendo che la Corte di appello si sia limitata ad adeguarsi alle osservazioni della Cassazione senza spiegare perché le circostanze fattuali avessero il "rilevante significato indiziario" a suo carico, senza confrontarsi con le difese in appello (in particolare con le osservazioni sulla testimonianza della Fiorentino e l'assenza di prove dirette) e avendo operato una inversione dell'onere della prova richiedendo all'imputato di fornire prove a discarico o un'ipotesi alternativa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato e per ragioni connesse a valutazioni probatorie che non sono sindacabili in sede di legittimità. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse compiuto una disamina coerente del quadro indiziario (presenza del ricorrente nella zona la sera precedente, rapporto logistico con il coimputato Sapia, comportamento minaccioso verso la teste Fiorentino, diniego di conoscere altro partecipante, confessione del Sapia alla Fiorentino) ed abbia legittimamente collegato tali elementi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    La censura fondata su violazione dell'art. 192 (sulla motivazione) è stata ritenuta inammissibile perché le questioni sollevate attengono a valutazioni di merito e probatorie che la Cassazione, in questa sede, non riesamina. In sostanza la Corte ritiene che non vi sia errore logico-giuridico nella motivazione che giustifichi il sindacato di legittimità

  • art. 23, commi 8 e 9, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 conv. in legge 18 dicembre 2020, n. 176

    Indica la disciplina procedurale applicabile al giudizio (richiamata per il corretto inquadramento del procedimento): la sentenza specifica che il procedimento si è svolto ai sensi di tali disposizioni (anche con successive proroghe richiamate)

  • d.l. 23 luglio 2021, n. 105 (convertito dalla legge 16 settembre 2021, n. 126) e d.l. 30 dicembre 2021 n. 228 (conv. legge 25 febbraio 2022, n. 15)

    Richiamati come atti che hanno prorogato gli effetti delle disposizioni procedurali citate; non incidono sulla valutazione di merito ma sul regime procedurale del giudizio

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina in sede di legittimità valutazioni di fatto e valutazioni probatorie corrette; le censure che chiedono una rivalutazione della prova sono inammissibili se non denunciano un vizio logico-giuridico autonomamente apprezzabile.
  • Per sostenere l'inammissibilità di una valutazione indiziaria in Cassazione è necessario dimostrare errori di logica o di diritto nella ricostruzione degli indizi e nel nesso che li collega alla responsabilità, non la semplice divergenza di valutazione.
  • La Corte d'appello, quando ricostruisce una catena indiziaria, deve motivare il significato probatorio attribuito a ciascun elemento e confrontarsi con le alternative prospettate dalla difesa; tuttavia, l'assenza di riscontri diretti non rende automaticamente illegittima una valutazione complessiva coerente e motivata degli indizi.
  • L'onere della prova rimane a carico dell'accusa; l'appello o la motivazione di merito non possono trasferire in modo arbitrario sull'imputato l'onere di provare fatti a propria scusa, ma la mancata proposta di circostanze alternative non invalida la valutazione indiziaria se questa risulta completa e logica.
  • Le conseguenze processuali della declaratoria di inammissibilità comprendono, oltre alla caduta del ricorso, la condanna alle spese e talvolta al versamento in favore della Cassa delle ammende.

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