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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13712/2023 del 31/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza d'appello per avere la Corte d'appello revocato la sostituzione della pena detentiva (libertà controllata) precedentemente concessa dal Tribunale. Sostiene che la Cassazione, annullando la sentenza di primo grado esclusivamente in relazione alla determinazione della pena (per la mancata applicazione del reato continuato), non aveva investito della revisione la decisione sulla sostituzione della pena, la quale si sarebbe così dovuta considerare passata in giudicato e non più sindacabile in sede di rinvio.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso del difensore. Ha ritenuto che l'annullamento parziale disposto dalla Cassazione, concernente la determinazione del trattamento sanzionatorio in ragione dell'applicazione della disciplina del reato continuato (art. 81 c.p.), consentisse al giudice del rinvio di riesaminare anche le parti della sentenza connesse e non autonomamente decidibili, tra cui la valutazione della sostituzione della pena. Poiché la possibilità di concedere la sostituzione dipende dalla pena concretamente determinata, la Corte d'appello era legittimata a rivedere la precedente concessione della libertà controllata e a non confermarla. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    La norma sull'aumento di pena per il reato continuato è stata ritenuta centrale: l'annullamento disposto per mancata applicazione di tale criterio impone di rideterminare la pena e, perciò, consente il riesame anche degli istituti connessi (come la sostituzione della pena) che dipendono dalla pena concreta individuata.

  • Sez. 1, n. 4882 del 21/03/1996 (Velotti)

    Giurisprudenza di legittimità richiamata per il principio secondo cui il giudice di rinvio ha potere decisorio non solo sui punti espressamente annullati, ma anche su quelli inscindibilmente connessi, poiché l'annullamento di una statuizione attrae nel riesame anche le parti non suscettibili di autonoma decisione.

  • Sez. 2, n. 37689 del 08/07/2014 (Dori)

    Richiamata come argomento di contrasto: quando l'annullamento è limitato a una circostanza attenuante non essenzialmente connessa alla pena base per il reato più grave, la parte della sentenza relativa alla pena base può ritenersi formata in giudicato. Nel caso di specie, però, la Corte ha ritenuto che la questione fosse connessa e non applicabile il principio Dori.

Massime di principio

  • Un annullamento parziale della sentenza da parte della Cassazione, se riguarda la determinazione della pena, consente al giudice del rinvio di riesaminare anche le parti connesse della decisione originaria che non possono essere autonomamente decise, compresa l'opportunità di concedere o meno la sostituzione della pena.
  • La concedibilità della sostituzione della pena (es. libertà controllata) va valutata sulla base della pena concretamente determinata dal giudice: se l'applicazione di aumenti di pena (es. art. 81 c.p.) cambia la durata o la natura della sanzione, può rendersi ostativa la sostituzione precedentemente concessa.
  • Perché una statuizione favorevole (come la sostituzione della pena) si consideri definitivamente acquisita e non più sindacabile in sede di rinvio, occorre che l'annullamento della Cassazione non abbia riguardato il profilo del trattamento sanzionatorio connesso; altrimenti la difesa non può presumere la formazione del giudicato su quella parte.
  • In casi analoghi, la difesa dovrebbe specificamente contestare e argomentare la non connessità tra le parti impugnate e le decisioni favorevoli già adottate, o ottenere dall'originaria sentenza un pronunciamento che renda autonoma e non suscettibile di riesame la misura favorevole.
  • La giurisprudenza distingue tra annullamenti che travolgono parti essenzialmente connesse (che possono essere riesaminate) e annullamenti che incidono su profili non essenziali alla pena base (che possono lasciare determinate parti in giudicato): la valutazione della connessità è cruciale per prevedere l'ambito del riesame in sede di rinvio.

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