Sentenza n. 1845/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Campania, sede di Salerno, Sez. II, n. 2870/2023, che aveva annullato parzialmente l’ordinanza di demolizione delle serre e il diniego di sanatoria
Esito
Favorevole al resistente (proprietario)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune ha appellato la sentenza del TAR che aveva accolto in parte il ricorso proposto dal proprietario di terreni sui quali erano state realizzate, senza titolo abilitativo, serre costituite da profilati tubolari in acciaio zincato e teli di plastica trasparente, con altezza alla gronda di 2,50 metri e al colmo di 4,15 metri. Il TAR aveva annullato, limitatamente alle particelle catastali indicate, l’ordinanza di demolizione n. 14 del 12 aprile 2023 e aveva inoltre annullato il diniego di sanatoria n. 46330 del 1° agosto 2023. Nel corso del giudizio d’appello il proprietario aveva presentato due SCIA in sanatoria relative ai medesimi impianti. Il Comune le aveva inizialmente respinte, ma il relativo diniego era stato annullato dal TAR con sentenza n. 2077/2024, non impugnata. Il Comune aveva quindi riesaminato le pratiche secondo l’interpretazione fornita dal TAR, adottando infine una nota dell’11 gennaio 2026 con richiesta di riformulazione della sistemazione delle serre. L’appellato ha dedotto che tali sopravvenienze avessero fatto venir meno l’interesse del Comune alla decisione dell’appello.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l’appello. Le sopravvenienze intervenute dopo la proposizione dell’impugnazione — consistenti nella presentazione delle SCIA in sanatoria, nell’annullamento giudiziale del successivo diniego da parte del TAR con sentenza non impugnata e nel conseguente riesame amministrativo delle pratiche — hanno reso irrilevante una pronuncia sul rapporto giuridico controverso e determinato il venir meno dell’interesse alla decisione dell’appello. Le spese del grado sono state integralmente compensate per la peculiarità della controversia.
Norme richiamate
pronunciata ex art. 60 c.p.a.
La sentenza di primo grado era stata pronunciata in forma semplificata nell’udienza cautelare.
Massime di principio
- L’interesse alla decisione dell’impugnazione deve sussistere non solo al momento della proposizione del ricorso, ma anche al momento della decisione; il sopravvenire di atti amministrativi o provvedimenti giudiziali che rendano irrilevante la pronuncia sul rapporto controverso determina l’improcedibilità dell’appello per sopravvenuta carenza di interesse.
- Quando, dopo la proposizione dell’appello, l’amministrazione e il privato instaurano un nuovo procedimento relativo al medesimo assetto sostanziale e gli atti sopravvenuti sostituiscono o superano gli effetti degli atti originariamente controversi, l’interesse alla definizione dell’impugnazione può venir meno, con conseguente improcedibilità del giudizio.
Come è indicizzato
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