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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48547/2022 del 21/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Catania che aveva respinto il riesame avverso il provvedimento del GIP del 7.3.2022 che aveva disposto la custodia cautelare in carcere per il reato di rapina pluriaggravata in concorso. Il difensore denunciava: (i) vizio di motivazione ex art. 273 c.p.p., censurando l'affidabilità del riconoscimento fotografico e l'assenza di altri riscontri a carico dell'indagato; (ii) vizio di motivazione ex art. 274 c.p.p., contestando l'apoditticità della valutazione sulle esigenze cautelari e la mancata dimostrazione del rischio di reiterazione attuale e concreto e la non adeguatezza di misure meno afflittive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché le censure erano manifestamente infondate o costituivano una ridefinizione dei fatti di merito non consentita in sede di legittimità. Ha ritenuto congrua e logica la motivazione del Tribunale del Riesame in ordine alla gravità indiziaria (basata su filmati di videosorveglianza, riconoscimenti fotografici delle persone offese e precedenti conoscenze dell'indagato) e adeguata la valutazione prognostica delle esigenze cautelari in relazione alle modalità della rapina, alla personalità dell'indagato e al contesto. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 273 cod. proc. pen.

    La Corte sottolinea i limiti del sindacato in Cassazione sulla motivazione relativa ai gravi indizi: è consentita la verifica solo se si denuncia la violazione di norme o la manifesta illogicità della motivazione, non una diversa rivalutazione dei fatti.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    L'obbligo di verificare l'attualità del pericolo di reiterazione non equivale all'esigenza di dimostrare l'imminenza di specifiche occasioni di recidiva; il giudice deve compiere una valutazione prognostica basata su modalità del fatto, personalità e contesto.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    In caso di inammissibilità del ricorso il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e ad una somma a favore della Cassa delle Ammende; qui applicata per Euro 3.000.

  • art. 23, comma 8, DL 137/2020

    Previsione procedurale che consente la trasmissione della requisitoria scritta del Sostituto Procuratore Generale; richiamata per motivare l'intervento del Pubblico Ministero in sede di Cassazione.

Massime di principio

  • In Cassazione non è permesso riesaminare i fatti o proporre una diversa valutazione delle risultanze di merito: il gravame deve mirare a violazioni normative o a manifesta illogicità della motivazione.
  • La affidabilità del riconoscimento fotografico va valutata nel suo contesto concreto (confronto con immagini CCTV, caratteristiche somatiche, abbigliamento e descrizioni delle vittime); la sola anomalia nella composizione dell'album non invalida automaticamente il riconoscimento se la motivazione è congrua.
  • Per giustificare la custodia cautelare per rischio di reiterazione è sufficiente una valutazione prognostica, documentata e coerente, sulle modalità del reato, sulla personalità dell'indagato e sul contesto, non la dimostrazione di specifiche opportunità imminenti di recidiva.
  • I giudizi di merito sulla necessità e adeguatezza della misura cautelare rispetto ad altre misure sono in linea di massima insindacabili in Cassazione se risultano logicamente e congruamente motivati.
  • Ricorsi manifestamente infondati o che si risolvono in mera riconsiderazione dei fatti possono comportare condanna alle spese e sanzioni a favore della Cassa delle Ammende.

Testo integrale

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