Cassazione Penale, Sentenza n. 15608/2024 del 15/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Ministero impugnava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di L'Aquila che aveva autorizzato il detenuto sottoposto al regime dell'art. 41-bis a detenere una borsa-frigo rigida per conservare alimenti freschi o surgelati, ritenendo inadeguata la borsa-frigo morbida con mattonelle refrigeranti fornite dall'Amministrazione. Il Ministero contestava la decisione per violazione degli artt. 35-bis, comma 3, e 69, comma 6, lett. b), dell'Ordinamento penitenziario, sostenendo che non sussisteva un pregiudizio grave, concreto e attuale alla salute del detenuto, mancasse riscontro tecnico-scientifico e il parere dell'Autorità sanitaria, e che la scelta sulle modalità di conservazione rientra nell'organizzazione dell'Amministrazione penitenziaria.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso del Ministero e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il provvedimento di primo grado. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza abbia oltrepassato i limiti dell'intervento giurisdizionale, imporrendo una specifica soluzione organizzativa (l'uso della borsa-frigo rigida) anziché valutare se le modalità adottate dall'Amministrazione (uso e sostituzione periodica delle tavolette refrigeranti) determinassero un pregiudizio grave, concreto e attuale per la salute o l'igiene alimentare del detenuto. In assenza di tale nocumento concretamente accertato, la magistratura non può sostituirsi all'Amministrazione nelle scelte organizzative.
Norme richiamate
art. 35-bis, comma 3, Ord. pen.
La tutela giurisdizionale ex art. 35-bis riguarda la verifica di un pregiudizio concreto, incisivo e attuale del detenuto; non è strumento per correggere scelte organizzative amministrative se non sussiste un danno grave e attuale
art. 69, comma 6, lett. b), Ord. pen.
L'azione di reclamo giurisdizionale prevista dall'art. 69 è limitata a situazioni in cui il comportamento dell'Amministrazione leda posizioni giuridiche soggettive o diritti inviolabili; la Corte ha richiamato tale limite per escludere il sindacato sulle modalità organizzative in assenza di pregiudizio grave
Il provvedimento concerne soggetti sottoposti al regime differenziato; la Corte ha riconosciuto le restrizioni proprie del regime 41-bis ma ha precisato che la protezione della sana alimentazione non giustifica automaticamente l'imposizione di una specifica soluzione logistico-organizzativa da parte del giudice
Massime di principio
- Il reclamo giurisdizionale del detenuto (art. 35-bis e art. 69 O.P.) è ammesso solo se sussiste un pregiudizio concreto, grave e attuale: la magistratura di sorveglianza non tutela interessi meramente teorici o preferenze su modalità operative
- Il giudice non può sostituirsi all'Amministrazione penitenziaria nelle scelte organizzative se le modalità adottate non risultano in sé idonee a cagionare un danno significativo alla salute o all'igiene alimentare del detenuto
- Spetta al ricorrente provare il nocumento concreto (anche con elementi tecnico-scientifici o il parere dell'Autorità sanitaria) quando si invoca violazione della tutela della salute a fronte di scelte organizzative detentive
- Misure pratiche di gestione (es. fornitura e sostituzione periodica di tavolette refrigeranti) rientrano nella sfera gestionale dell'Amministrazione; il giudice può intervenire solo per accertare l'inefficacia concreta di tali misure nel garantire un diritto fondamentale
- Nel bilanciamento tra diritto del detenuto alla sana alimentazione e esigenze di sicurezza/organizzazione carceraria, prevale l'assenza di sindacato giudiziale sulle modalità operative salvo prova di danno effettivo e immediato
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