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Sentenza

Sentenza n. 612/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale ordinario di Avezzano, Sezione Lavoro n. 249/2024, pubblicata in data 15.10.2024, disponendo, in favore di parte ricorrente, il beneficio economico previsto dall'art. 1, comma 121, legge n. 107/2015 (Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente del personale docente) per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023, il tutto secondo le modalità previste dal titolo esecutivo, previo componimento di tutti gli atti necessari ad assicurare il pagamento in favore della ricorrente, anche nominando, per il caso di ulteriore inadempimento, un commissario ad acta affinché provveda in via sostitutiva dell'Amministrazione resistente.

Giustizia amministrativa202500414

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inadempimento del Ministero all'esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Avezzano, Sezione Lavoro, che riconosceva il beneficio della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Avezzano, Sezione Lavoro, n. 249/2024, pubblicata il 15 ottobre 2024, nella parte in cui riconosceva in suo favore il beneficio economico previsto dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015 per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. La domanda comprendeva l'adozione degli atti necessari al pagamento e, in caso di ulteriore inadempimento, la nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio l'Amministrazione ha provveduto all'accredito delle spettanze, determinando la piena soddisfazione della pretesa.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., poiché l'adempimento intervenuto durante il giudizio ha integralmente soddisfatto la pretesa azionata. Ha condannato il Ministero al pagamento delle spese processuali, liquidate in euro 800,00 oltre accessori di legge e rifusione del contributo unificato, in favore dei procuratori della ricorrente dichiaratisi antistatari. La condanna alle spese è stata giustificata dal fatto che l'ottemperanza è intervenuta solo dopo la proposizione del ricorso; non è stata quindi adottata alcuna misura sostitutiva né nominato un commissario ad acta.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, legge n. 107/2015

    Prevede il beneficio economico della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, riconosciuto nel giudicato da eseguire.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa del ricorrente risulta pienamente soddisfatta.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'adempimento integrale dell'Amministrazione intervenuto dopo la proposizione del ricorso determina la cessazione della materia del contendere, quando la pretesa fatta valere dal ricorrente risulti pienamente soddisfatta.
  • L'adempimento sopravvenuto nel corso del giudizio di ottemperanza non esclude la condanna dell'Amministrazione alle spese processuali, se il ricorso si è reso necessario a causa dell'originario inadempimento e l'esecuzione è intervenuta soltanto dopo la sua proposizione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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