Sentenza n. 4222/2026 - Milano, Sezione 3
per l'annullamento - del verbale n. -OMISSIS- della seduta del 05 febbraio 2025 relativo all'attività di correzione delle prove scritte dell'esame di abilitazione alla professione di avvocato, svolte presso la Corte d'Appello di -OMISSIS-, ad opera della XX Sottocommissione istituita presso la Corte d'Appello di -OMISSIS-, nella parte in cui viene espressa valutazione insufficiente (pari a 12/30) per l'elaborato della ricorrente, contrassegnato con il n. 831; - della conseguente non ammissione alle prove orali degli esami di avvocato per la sessione 2024 in svolgimento presso il Distretto di Corte d'Appello di -OMISSIS-, appresa dalla ricorrente a seguito di accesso all'apposita area riservata sul sito internet del Ministero; - di ogni altro atto preordinato, presupposto, consequenziale e/o comunque connesso ai precedenti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: verbale di correzione di una prova scritta dell'esame di abilitazione alla professione di avvocato, con attribuzione del punteggio di 12/30, e conseguente non ammissione alle prove orali
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato la valutazione insufficiente attribuita a un proprio elaborato scritto nella sessione 2024 dell'esame di abilitazione alla professione di avvocato, chiedendo l'annullamento del verbale di correzione e della conseguente non ammissione alle prove orali, previa tutela cautelare. Il Ministero della Giustizia si è costituito contestando la fondatezza del ricorso. La ricorrente ha successivamente rinunciato alla domanda cautelare. Nel corso del giudizio il TAR ha prospettato la sospensione impropria, in ragione dell'analogia della questione con altro giudizio nel quale era stata sollevata questione di legittimità costituzionale relativa al differimento dell'entrata in vigore della disciplina applicabile alla sessione 2024 dell'esame. Prima della decisione, la ricorrente ha dichiarato di avere superato l'esame di avvocato nella sessione 2025 e di non avere più interesse alla decisione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Il superamento dell'esame nella sessione 2025 ha fatto venir meno l'interesse concreto e attuale della ricorrente alla decisione sull'impugnazione della precedente valutazione negativa e della non ammissione alle prove orali, poiché la stessa ha conseguito il bene della vita perseguito. Il Collegio non ha quindi esaminato nel merito i vizi dedotti contro la correzione dell'elaborato né la questione relativa alla disciplina applicabile alla sessione 2024. Le spese di lite sono state compensate in considerazione della pronuncia in rito.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
disposizione richiamata nel provvedimento
Richiamato quale fondamento processuale della definizione del giudizio in rito per sopravvenuto difetto di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
disposizione richiamata nel provvedimento
Richiamato tra le disposizioni processuali applicate per la definizione della causa.
art. 295 c.p.c.
sospensione impropria di questo giudizio ai sensi dell’art. 295 c.p.c.
Considerato dal Collegio quale possibile base della sospensione impropria, poi non disposta in ragione della sopravvenuta carenza di interesse.
art. 73, comma 3, c.p.a.
un termine per interloquire e prendere posizione sulla prospettata sospensione impropria
Utilizzato per consentire alle parti di esprimersi sulla prospettata sospensione del giudizio.
art. 23 l. 87/1953
ha quindi sospeso il giudizio ai sensi dell’art. 23 della l. n. 87/1953
Richiamato in relazione alla sospensione del diverso giudizio nel quale era stata sollevata questione di legittimità costituzionale.
art. 11, comma 6-quater, d.l. 215/2023
norme sottoposte al vaglio della Corte Costituzionale
Indicato quale parte della disciplina sul differimento dell'entrata in vigore della normativa applicabile all'esame di abilitazione forense della sessione 2024; la questione non è stata esaminata nel presente giudizio.
art. 1 l. 18/2024
che ne ha disposto la conversione
Richiamato quale disposizione di conversione del decreto-legge contenente la disciplina differita; la questione non è stata esaminata nel merito.
art. 46 l. 247/2012
della norma dell’art. 46 della legge 2012 n. 47
Indicato come norma la cui entrata in vigore era stata differita; la questione di costituzionalità non è stata decisa nel presente giudizio.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata
Richiamato quale presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità della parte.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata
Richiamati insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali per giustificare l'oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- La sopravvenuta acquisizione, in un successivo procedimento, del bene della vita perseguito con il ricorso determina il venir meno dell'interesse concreto e attuale alla decisione e comporta la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
- Quando il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione e il giudice accerta che la sopravvenienza ha soddisfatto la sua pretesa sostanziale, il giudizio deve essere definito in rito senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti contro l'atto impugnato.
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