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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41832/2024 del 13/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello che, pur dichiarando estinti per prescrizione i reati a carico di Andrea Travaglini, aveva confermato le statuizioni civili riconoscendo la responsabilità in solido della Casaline Immobiliare (Valentina Verticchio) e di FRIMM spa nel risarcimento alle parti civili. Verticchio ha sostenuto l'assenza di un rapporto di subordinazione o di preposizione con Travaglini, contestando l'applicazione dell'art. 2049 c.c. e la valutazione probatoria (uso di locali, numeri telefonici, biglietti da visita e documenti), nonché la mancata motivazione dettagliata della liquidazione delle spese e della provvisionale. FRIMM ha censurato la motivazione sulla sua responsabilità come franchisor, sostenendo che il contratto di affiliazione era stato risolto prima dei fatti e che non era stata allegata condotta colposa del franchisor né prova di un controllo tale da incidere sull'autonomia dell'affiliato; anche FRIMM ha contestato la mancata specificazione delle voci di liquidazione delle spese. La Cassazione ha esaminato la nozione di responsabilità ex art. 2049 c.c. (anche per rapporti di fatto e per il requisito dell'occasionalità necessaria), la prova emersa circa l'uso della Casaline e dell'affiliazione FRIMM da parte di Travaglini (sede, telefono, biglietti da visita, carta intestata), la consapevolezza della Verticchio dell'assenza di titolo abilitativo del Travaglini e il mancato esercizio di controlli da parte di FRIMM, nonché le questioni procedure relative a spese e provvisionale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di Valentina Verticchio e di FRIMM spa. Ha confermato la motivazione della Corte d'appello secondo cui sussiste la responsabilità civile in capo alla titolare dell'agenzia e a FRIMM spa sulla base del criterio dell'occasionalità necessaria e della confusione creata dall'apparenza di affiliazione (uso di locali, numeri, biglietti da visita, carta intestata, esposizione del marchio). Ha rilevato che la risoluzione del contratto di franchising non esime FRIMM dall'obbligo di vigilanza se è rimasta l'apparenza di affiliazione e se il franchisor omette controlli idonei a evitare la confusione. Ha inoltre respinto le doglianze relative alla liquidazione delle spese (rilevando l'inammissibilità o l'infondatezza delle censure generiche) e dichiarato inammissibile la censura sulla provvisionale (non impugnabile in Cassazione). Per effetto del rigetto, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e, in via solidale tra loro, alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili (liquidate in complessivi euro 4.791,80 oltre accessori di legge per ciascuna parte civile indicata nel dispositivo). Si confermano quindi le statuizioni civili a favore delle parti offese; la responsabilità penale dell'imputato Travaglini era stata dichiarata estinta per prescrizione in appello ma non impugnata dallo stesso, per cui la sua responsabilità e il diritto al risarcimento delle parti civili restano dato non contestato.

Norme richiamate

  • art. 2049 cod. civ.

    La responsabilità del preponente non richiede necessariamente rapporto di lavoro subordinato: è sufficiente un rapporto di fatto di preposizione o la cosiddetta "occasionalità necessaria", ossia che le incombenze o la posizione dell'agente abbiano determinato, agevolato o reso possibile il fatto illecito.

  • art. 6 legge 253/1958

    Stabilisce l'obbligo di abilitazione per l'esercizio della professione di mediatore immobiliare; la consapevolezza della titolare dell'agenzia della mancanza del titolo da parte dell'operatore è elemento valutato per l'attribuzione di responsabilità.

  • D.M. 55/2014

    Fissa i parametri per la liquidazione delle spese di assistenza tecnica e legale. In Cassazione, le censure sulla liquidazione devono indicare specificamente le voci e dimostrare la manifesta e oggettiva illegalità del quantum.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 182/2021 e SS.UU. Cass. n. 36208/2024

    Corte Cost. n.182/2021; SS.UU. Cass. n.36208/2024

    Richiamate in tema di regole applicabili nel giudizio d'appello quando interviene l'estinzione per prescrizione: il giudice d'appello deve comunque valutare la sussistenza dei presupposti per l'assoluzione nel merito se è presente la parte civile; la pronuncia aiuta a delimitare effetti sulla decisione delle statuizioni civili.

  • art. 2043 cod. civ.

    Principio generale della responsabilità aquiliana per fatto illecito: obbliga al risarcimento del danno ingiusto cagionato a terzi.

Massime di principio

  • L'art. 2049 c.c. può essere applicato anche in assenza di rapporto di lavoro subordinato se esiste un rapporto di fatto o una posizione di preposizione e, in particolare, quando l'attività o la posizione dell'agente ha agevolato o reso possibile il fatto illecito (occasionalità necessaria).
  • L'uso dei locali dell'agenzia, del numero telefonico dell'agenzia, di biglietti da visita o di modulistica intestata all'agenzia e/o al franchisor costituisce elemento probatorio significativo per dimostrare l'apparenza di legame e l'agevolazione dell'attività illecita da parte dell'operatore.
  • Il franchisor può essere chiamato a rispondere extracontrattualmente dei fatti dell'affiliato se dal rapporto di franchising o dalla sua condotta deriva una confusione nell'opinione pubblica e se il franchisor ha omesso controlli o non ha fatto rimuovere l'apparenza di affiliazione dopo la cessazione del rapporto.
  • La risoluzione del contratto di affiliazione non determina automaticamente l'esonero di responsabilità del franchisor se permangono elementi che continuano a far apparire l'affiliato come parte della rete e il franchisor non adotta gli accorgimenti richiesti.
  • Le impugnazioni sulla liquidazione delle spese basate sul D.M. 55/2014 richiedono specificità: in Cassazione è necessario indicare le voci tabellari e mostrare la manifesta illegittimità del quantum.
  • I provvedimenti di carattere provvisionale riconosciuti in favore della parte civile al momento della condanna generica non sono impugnabili in Cassazione essendo destinati a essere assorbiti dalla liquidazione definitiva.
  • Se il soggetto ritenuto responsabile penalmente non impugna la sentenza che lo riguarda, la statuizione penale (e il diritto al risarcimento ad essa connesso) diventa dato non contestato utilmente utilizzabile nel giudizio sulle responsabilità civili.
  • La consapevolezza del titolare dell'agenzia circa l'assenza di titolo abilitativo o la conoscenza di comportamenti anomali dell'operatore rafforza la tesi della responsabilità del preponente per aver creato o non rimosso le condizioni che hanno agevolato il danno.

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