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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22745/2022 del 10/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena concessa con sentenza del 23/02/2015, motivata dal giudice dell\'esecuzione sul presupposto che il condannato avesse ottenuto un ulteriore beneficio (sentenza del 17/01/2017) che, cumulato con la precedente pena, superava i limiti previsti dall\'art. 163 c.p. Il ricorrente deduceva violazione degli artt. 164 e 168 c.p., sostenendo che la revoca non poteva essere disposta se le cause ostative fossero state documentalmente note al giudice che aveva concesso la sospensione.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso, rilevando che il giudice dell\'esecuzione non aveva acquisito il fascicolo del giudizio di cognizione per verificare se le cause ostative fossero state documentalmente note al giudice che aveva concesso la sospensione. L\'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Catania per un nuovo esame, con l\'istruzione di applicare il principio secondo cui il giudice dell\'esecuzione deve acquisire il fascicolo e verificare la conoscenza documentale delle cause ostative prima di disporre la revoca.

Norme richiamate

  • art. 163 cod. pen.

    Individua i limiti quantitativi rilevanti per la concessione della sospensione condizionale della pena; la revoca era fondata sul presunto superamento di tali limiti per cumulo di pene.

  • art. 164 cod. pen., comma 4

    Prevede cause ostative alla concessione della sospensione condizionale; la Corte ha richiamato il principio secondo cui, se la sospensione è stata concessa in presenza di cause ostative, il giudice dell\'esecuzione può revocare il beneficio solo se tali cause non erano documentalmente note al giudice della cognizione che aveva concesso il beneficio.

  • art. 168 cod. pen., ultimo comma

    Norma richiamata nel ricorso in relazione agli effetti/procedure connesse alla sospensione e alla sua revoca; nella vicenda essa concorre alla cornice normativa cui attenersi nel giudizio di revoca.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 37345 del 23/04/2015 (Longo)

    Principio consolidato che impone al giudice dell\'esecuzione di acquisire il fascicolo del giudizio di cognizione per verificare se le cause ostative fossero documentalmente note al giudice che aveva concesso la sospensione; in mancanza dell\'acquisizione il giudice dell\'esecuzione non ha adeguata base per revocare il beneficio.

Massime di principio

  • La revoca della sospensione condizionale per cause ostative o per superamento dei limiti di cumulo può essere disposta solo se quelle cause non erano documentalmente note al giudice che aveva concesso la sospensione.
  • Il giudice dell\'esecuzione deve acquisire il fascicolo del giudizio di cognizione e darne conto nella motivazione prima di procedere alla revoca; l\'omessa acquisizione determina vizio di motivazione e causa di annullamento.
  • La difesa deve contestare l\'ordinanza di revoca quando manca la verifica documentale della conoscenza delle cause ostative da parte del giudice di primo grado; ciò costituisce un profilo procedurale decisivo.
  • Il pubblico ministero che richiede la revoca dovrebbe allegare o indicare chiaramente la documentazione dalla quale risulti che le cause ostative non erano note al giudice che concesse la sospensione, oppure sollecitare l\'acquisizione del fascicolo processuale.
  • In presenza di cumulo di pene che potrebbe superare i limiti di legge (art. 163 c.p.), occorre comunque rispettare le garanzie procedurali: la verifica del giudice dell\'esecuzione è preventiva e documentalmente supportata; in mancanza, la decisione va rimessa al giudice competente dopo acquisizione degli atti.

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