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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31915/2025 del 25/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza della Corte d'appello di Milano che aveva rigettato le istanze di remissione in termini e di rescissione del giudicato relative alla sentenza di condanna del 2 luglio 2018 (res iudicata 18/09/2018) per due reati di evasione (27/12/2015 e 22/04/2016). Dordevic sosteneva di essere venuta a conoscenza della sentenza solo nel dicembre 2024, per cui le istanze depositate il 10/12/2024 sarebbero tempestive; inoltre deduceva di non aver ricevuto effettiva conoscenza del procedimento a causa della rinuncia al mandato del difensore di fiducia e della mancata nomina di difensore d'ufficio, nonché della mancata elezione di domicilio per uno dei procedimenti riuniti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile come manifestamente infondato. Ha confermato che le istanze di remissione e rescissione erano generiche e prive dell'indicazione del dies a quo della conoscenza della sentenza e della relativa documentazione probatoria; risultava invece dagli atti che la ricorrente era a conoscenza del procedimento sin dal settembre 2022. La notificazione della vocatio in iudicium è stata ritenuta rituale (tentativi al domicilio dichiarato in regime di detenzione domiciliare e presso lo studio del difensore), e la condizione di irreperibilità è stata considerata volontaria, con interruzione dei contatti con il difensore di fiducia e rinuncia di quest'ultimo al mandato. La Corte ha inoltre precisato che le modifiche introdotte dal d.lgs. 150/2022 (riforma Cartabia) non sono applicabili al caso di specie poiché la sentenza è anteriore all'entrata in vigore della riforma. In accoglimento delle regole di merito e della giurisprudenza, è stato escluso che mancata conoscenza sia stata incolpevole e quindi la rescissione o la remissione non erano giustificate. Per carenza della causa di ammissibilità, il ricorso è stato respinto e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a versare 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 175 cod. proc. pen.

    Disciplina la restituzione nel termine per proporre impugnazione; dopo la riforma Cartabia il comma 2.1 limita la restituzione ai casi previsti dall'art. 420-bis. Nel caso in esame la disposizione modificata non era applicabile essendo la sentenza anteriore alla riforma.

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Regola la rescissione del giudicato; richiede che il condannato provi la mancanza dei presupposti per procedere in sua assenza o la mancata conoscenza senza sua colpa per ottenere la regressione del processo fino alla fase affetta da nullità.

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    Individua i presupposti per la celebrazione del processo in assenza; la prova della mancanza di tali presupposti è centrale per la rescissione del giudicato o per la restituzione del termine.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150 (riforma "Cartabia")

    Ha modificato l'art. 175 e l'assetto dei rimedi ripristinatori; tuttavia, per le sentenze pronunciate anteriormente alla sua entrata in vigore, le nuove disposizioni non si applicano.

  • art. 89 d.lgs. n. 150/2022

    Stabilisce i criteri di applicazione temporale delle modifiche normative introdotte dal d.lgs. 150/2022; la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui le modifiche si applicano solo alle sentenze pronunciate dopo l'entrata in vigore del decreto.

  • legge 28 aprile 2014 n. 67

    Introdusse il processo in assenza e riformò i rimedi ripristinatori, prevedendo la rescissione del giudicato e delimitando la restituzione al solo decreto penale nei processi contumaciali; la Corte ha richiamato tale quadro normativo storico.

  • legge n. 103/2017

    Riferimento normativo richiamato in tema di disciplina applicabile alle istanze di rescissione quando la dichiarazione di assenza sia stata pronunciata sotto la previgente disciplina; la Cassazione ha osservato che, nel caso di assenza dichiarata prima del d.lgs. 150/2022, si applica la disciplina previgente introdotta dalla legge n. 103/2017.

Massime di principio

  • Per ottenere remissione in termini o rescissione del giudicato è indispensabile individuare con precisione il dies a quo della conoscenza della sentenza e produrre idonea documentazione a dimostrazione della tempestività dell'istanza.
  • La dichiarazione/elezione di domicilio e la nomina di un difensore di fiducia creano una presunzione di conoscenza del processo: notifiche effettuate presso il domicilio dichiarato o presso lo studio del difensore sono rituali e contrastano la tesi di mancata conoscenza.
  • La volontaria irreperibilità o l'interruzione dei contatti con il difensore costituiscono indici forti di sottrazione alla conoscenza del procedimento e impediscono di invocare l'incolpevole mancata conoscenza.
  • Le modifiche apportate dalla riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022) si applicano solo alle sentenze pronunciate dopo la sua entrata in vigore; per sentenze anteriori resta applicabile la disciplina precedente.
  • La rescissione del giudicato e la restituzione del termine sono rimedi distinti e richiedono oneri probatori diversi: la rescissione richiede prova della carenza dei presupposti per celebrare il processo in assenza, mentre la restituzione richiede prova della mancata effettiva conoscenza senza colpa.
  • In situazioni simili, il soggetto interessato deve tempestivamente ottenere e allegare documenti che dimostrino quando ha effettivamente conosciuto l'atto (comunicazioni, contatti con il difensore, datati) e spiegare eventuali ostacoli oggettivi alla conoscenza o alla proposizione dell'impugnazione.

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