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Sentenza

Sentenza n. 259/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Locri - Sez. Lavoro, n. 359/2025, pubbl. il 18.3.2025, emessa nell’ambito del procedimento R.G.L. n. 2216/2024

Giustizia amministrativa202500528

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Locri, Sezione Lavoro, che aveva ordinato l'attribuzione della Carta elettronica del docente per l'anno scolastico 2023/2024

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Locri, Sezione Lavoro, n. 359/2025, con la quale il Ministero era stato condannato ad attribuirle la Carta elettronica del docente dell'importo di 500 euro per l'anno scolastico 2023/2024, oltre interessi o rivalutazione. La ricorrente ha dedotto e documentato la notificazione della sentenza al Ministero, il suo passaggio in giudicato e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. Dopo la proposizione del ricorso, l'amministrazione ha comunicato che il gestore della procedura aveva accreditato nel borsellino elettronico della docente l'importo riconosciuto, con accredito effettuato il 12 gennaio 2026. La ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l'obbligo risultante dalla sentenza del giudice ordinario era stato integralmente adempiuto e che la ricorrente aveva documentato l'effettiva soddisfazione del credito per il quale aveva agito in ottemperanza. Il Collegio ha posto le spese a carico del Ministero, applicando il criterio della soccombenza virtuale o sostanziale, poiché l'esecuzione era avvenuta con ingiustificato ritardo e soltanto dopo la notifica del ricorso. Le spese sono state liquidate in 250 euro oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669

    termine dilatorio di 120 giorni

    Il ricorso per l'esecuzione di una sentenza nei confronti di un'amministrazione può essere proposto dopo il decorso del termine dilatorio previsto dalla norma; nel caso concreto, il termine risultava decorso.

  • art. 22, comma 36, l. n. 724/1994

    oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell’art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all’accredito alla concreta attribuzione

    La sentenza del giudice ordinario richiamata nel giudizio di ottemperanza aveva previsto interessi o rivalutazione dalla maturazione del diritto sino all'effettiva attribuzione.

Massime di principio

  • Quando, dopo la proposizione di un giudizio di ottemperanza, l'amministrazione esegue integralmente il comando contenuto nel giudicato e tale adempimento è documentato, il giudice dichiara cessata la materia del contendere per sopravvenuta soddisfazione della pretesa.
  • La cessazione della materia del contendere non esclude la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza, quando l'amministrazione abbia adempiuto tardivamente e soltanto dopo la notifica del ricorso per ottemperanza.
  • Il giudizio di ottemperanza è ammissibile, nei confronti di una pubblica amministrazione, dopo la notificazione della decisione da eseguire, il suo passaggio in giudicato e il decorso del termine dilatorio previsto dalla legge per l'esecuzione dei provvedimenti giudiziari pecuniari.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesseEffetto conformativo e riedizione del potere

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