Ordinanza n. 2950/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise (Sezione Prima) n. 119/2026.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Molise n. 119/2026, di accoglimento del ricorso proposto contro il diniego o la limitazione dell'accesso documentale
Esito
Favorevole al resistente (richiedente accesso)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La Regione Molise ha proposto appello contro la sentenza del TAR Molise n. 119/2026 e ha chiesto, in via incidentale, la sospensione dell'efficacia della sentenza. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che l'appellante contestava il riconoscimento dell'accesso documentale richiesto dall'appellato, il quale aveva qualificato l'istanza come accesso difensivo. La Regione sosteneva, implicitamente, la prevalenza delle esigenze di riservatezza rispetto all'interesse ostensivo; il testo non specifica ulteriori motivi d'appello.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha rigettato la domanda cautelare di sospensione della sentenza del TAR, ritenendo, prima facie, che le censure dell'appellante non presentassero sufficiente fumus boni iuris. Il Collegio ha valorizzato la natura difensiva dell'istanza di accesso proposta dall'appellato, ai sensi dell'art. 22, comma 7, l. n. 241/1990, e ha ritenuto che, allo stato, non ricorressero prevalenti esigenze di riservatezza idonee a giustificare la sospensione. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
Disciplina la domanda cautelare proposta in appello per la sospensione dell'efficacia della sentenza impugnata.
art. 22, comma 7, l. n. 241/1990
L'accesso ai documenti amministrativi deve essere garantito quando è necessario per curare o difendere i propri interessi giuridici; nel bilanciamento cautelare, la natura difensiva dell'istanza può prevalere sulle esigenze di riservatezza non dimostrate come prevalenti.
Massime di principio
- In sede cautelare d'appello, la sospensione della sentenza di primo grado presuppone la presenza di un sufficiente fumus boni iuris nelle censure proposte dall'appellante; in mancanza, l'istanza deve essere respinta.
- Nel bilanciamento tra accesso documentale difensivo e riservatezza, la finalità di cura o difesa di interessi giuridici, ai sensi dell'art. 22, comma 7, l. n. 241/1990, può prevalere quando non risultino, allo stato, esigenze di riservatezza concretamente prevalenti.
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