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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46368/2023 del 16/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente, parte civile nel procedimento per tentata concussione (Tribunale di Trapani), ha impugnato in cassazione la sentenza di appello che aveva annullato la condanna per tentata concussione ritenendo il fatto configurabile come corruzione e aveva revocato le statuizioni civili a favore del ricorrente trasmettendo gli atti alla Procura. Il ricorso per cassazione, proposto limitatamente agli effetti civili ex art. 576 c.p.p., deduceva violazione di legge (art. 597 c.p.p.) per presunta autonoma riqualificazione del fatto da parte della Corte d'appello e violazione di legge (art. 546 c.p.p.) e dell'art. 111 Cost. per mancanza di corrispondenza tra quanto provato e quanto ritenuto in sentenza; il ricorrente contestava inoltre la fondatezza delle conclusioni che avrebbero qualificato la somma consegnata come prezzo della corruzione e non come effetto di costrizione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. Ha ritenuto che i motivi erano esposti in modo confuso e che la Corte d'appello aveva motivatamente riesaminato la complessa istruttoria ritenendo, sulla base degli elementi acquisiti, che la consegna di €80.000 non fosse frutto di costrizione ma corrispondesse al prezzo della corruzione. La Corte suprema ha poi affermato la legittimità del potere del giudice di appello di ritenere diversa la qualificazione del fatto rispetto all'imputazione iniziale, nel rispetto del principio di legalità e della correlazione tra fatto contestato e fatto ritenuto (art. 521 c.p.p. e giurisprudenza). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e ad una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 576 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il ricorso per cassazione 'a soli effetti civili': qui il ricorso era proposto limitatamente agli effetti civili e la Corte ha esaminato la confusione e genericità dei motivi presentati sotto tale veste.

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Principio di correlazione tra fatto contestato e fatto ritenuto: la Corte ha richiamato il divieto di travalicare l'oggetto del giudizio, precisando che la riqualificazione non deve violare tale principio e che la decisione di appello è stata adottata nel rispetto del principio.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna per spese e l'obbligo di versamento di una somma alla Cassa delle ammende per ricorsi inammissibili o infondati; applicata per irrogare la sanzione pecuniaria di €3.000.

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Riferita nella doglianza del ricorrente come norma violata per presunta autonoma riqualificazione del fatto da parte della Corte d'appello; la Corte ha ritenuto la deduzione generica e infondata.

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Citata dal ricorrente in relazione al difetto di corrispondenza tra quanto provato e quanto ritenuto in sentenza; la Corte ha ritenuto che la questione sollevata attenga al merito e non alla legittimità della riqualificazione processuale, quindi inammissibile nella forma proposta.

  • art. 111 Cost.

    Riferimento costituzionale evocato dal ricorrente in relazione al diritto ad un processo conforme alla legge; la Corte non ha ritenuto prospettata una violazione costituzionale fondata, attesa la motivazione della Corte d'appello.

  • Sez. U, n. 31617 del 26/06/2015 (Lucci)

    Precedente richiamato per affermare che il potere del giudice di procedere alla riqualificazione è coerente con i principi di legalità e di soggezione del giudice alla legge, e che il giudice non è vincolato alla mera qualificazione data dal pubblico ministero.

  • Sez. 2, n. 27826 del 30/04/2019 (Stizanin)

    Precedente richiamato per precisare i limiti del controllo di legittimità in cassazione sulla decisione di appello che rileva la diversità del fatto contestato: il controllo è circoscritto alla questione della diversità del fatto per la natura processuale della pronuncia impugnata.

Massime di principio

  • La Corte d'appello può, sulla base dell'istruttoria, riqualificare il fatto diverso da quello indicato nell'imputazione se i fatti accertati giustificano la diversa qualificazione, nel rispetto del principio di correlazione tra fatto contestato e fatto ritenuto (art. 521 c.p.p.).
  • Il giudice non è vincolato alla sola denominazione giuridica data dal pubblico ministero: il potere di riqualificazione è funzionale al principio di legalità e alla corretta applicazione della legge penale (giurisprudenza Sez. U).
  • Il ricorso per cassazione limitato ai soli effetti civili (art. 576 c.p.p.) richiede motivi chiari e specifici; deduzioni generiche o confusamente esposte sono dichiarate inammissibili.
  • In cassazione non è possibile riaprire la valutazione di merito che riguarda l'effettiva responsabilità penale o la fondatezza delle conclusioni di fatto: il controllo è invece concentrato sui profili di legittimità e, se la decisione impugnata è di natura processuale (es. annullamento per diversità del fatto), il sindacato è limitato alla questione della diversità del fatto.
  • La parte civile che intende impugnare la revoca delle statuizioni civili deve proporre motivi puntuali e non meramente ricostruzioni di fatto o questioni di merito, altrimenti è esposta al rischio di inammissibilità e alla condanna per spese e ammende (art. 616 c.p.p.).

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