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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34348/2025 del 21/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice sorveglianza)

La controversia

La persona interessata ha proposto ricorso per cassazione contro l'ordinanza con cui il Tribunale di sorveglianza di Bologna aveva dichiarato inammissibili due istanze: quella di affidamento in prova al servizio sociale, ritenuta non concedibile per l'entità della pena da espiare, e quella di affidamento terapeutico, esclusa per mancanza di un programma terapeutico conforme ai requisiti di legge e per l'assenza di continuità nei rapporti con il Ser.D., interrotti tra il 2021 e il 2024. Nel ricorso si deducevano violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che un programma terapeutico era già stato formulato e depositato nel 2019 in occasione di una precedente domanda di sospensione dell'esecuzione della pena, accolta in via provvisoria dal magistrato di sorveglianza in ragione dello stato di tossicodipendenza e alcooldipendenza; si affermava inoltre che tale documentazione era già agli atti del Tribunale di sorveglianza e che quest'ultimo avrebbe potuto disporre ulteriori accertamenti. La Corte ha ritenuto però che il ricorso non si confrontasse con la ratio dell'ordinanza impugnata, riproponendo le medesime argomentazioni già disattese, senza spiegare la mancata produzione di un programma terapeutico attuale e idoneo né l'interruzione dei rapporti con il Ser.D.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che il motivo non si confrontava con l'ordinanza impugnata, limitandosi a sollecitare una nuova valutazione dei medesimi elementi già esaminati dal Tribunale di sorveglianza. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, non ravvisando elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. Ha inoltre disposto l'oscuramento dei dati identificativi per ragioni di riservatezza, trattandosi di provvedimento relativo a una condizione personale.

Norme richiamate

  • art. 94 d.P.R. n. 309/1990

    Il programma terapeutico richiesto per l'affidamento terapeutico deve essere conforme ai requisiti di legge; un progetto risalente, non attuale e privo di attestazione di idoneità da parte di un servizio accreditato non è sufficiente.

  • art. 52 d.lgs. 196/03

    In caso di diffusione del provvedimento devono essere omessi generalità e altri dati identificativi a tutela della riservatezza della persona interessata.

  • sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    In assenza di elementi che escludano la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, il ricorrente può essere condannato al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione contro ordinanza del Tribunale di sorveglianza è inammissibile il motivo che si limiti a riproporre le stesse censure e gli stessi documenti già disattesi dal giudice di merito, senza confrontarsi specificamente con la motivazione impugnata.
  • In materia di affidamento terapeutico, il programma terapeutico deve essere attuale, formalmente conforme ai requisiti normativi e corredato dall'attestazione di idoneità del servizio competente; documentazione datata e non concretamente attuata non è idonea a fondare il beneficio.
  • Il giudice di legittimità non può sostituire una propria diversa valutazione del merito a quella compiuta dal giudice di sorveglianza, salvo che la decisione impugnata sia affetta da manifesta illogicità o contraddittorietà.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità, il versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniMisure alternative
RamiProcesso penaleEsecuzione penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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