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Ordinanza

Ordinanza n. 2400/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) n. 1717/2026, resa tra le parti,

Giustizia amministrativa202604286

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare, ritenendo che esso non consentisse di superare la decisione del giudice di primo grado, considerati gli effetti dell'interdittiva antimafia sul rapporto di diritto pubblico. Non sono concessi effetti sospensivi. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate tra le parti.

Consiglio di Stato, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Lazio, Sez. II, che aveva respinto la domanda cautelare contro gli effetti dell'interdittiva antimafia

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa ha proposto appello cautelare ai sensi dell'art. 62 c.p.a. contro l'ordinanza del TAR Lazio che aveva negato la sospensione cautelare degli effetti dell'interdittiva antimafia. Dal testo non emergono gli specifici motivi d'appello; risulta soltanto che l'appello mirava a superare la decisione di primo grado, in relazione agli effetti dell'interdittiva sul rapporto di diritto pubblico.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    La disposizione costituisce il fondamento dell'appello cautelare avverso l'ordinanza del giudice di primo grado; l'appello è stato respinto.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi dell'appellante.

  • Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003 a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata e per disporre l'oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede di appello cautelare, la mera proposizione dell'impugnazione non giustifica il superamento della decisione cautelare di primo grado quando, alla luce degli effetti dell'interdittiva antimafia sul rapporto di diritto pubblico, non emergano elementi idonei a fondare una diversa valutazione cautelare.
  • La valutazione cautelare degli effetti di un'interdittiva antimafia deve tenere conto della natura e dell'incidenza dell'interdittiva sul rapporto di diritto pubblico coinvolto.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
SottomaterieEffetti sui contratti e sui titoli abilitativi
IstitutiTutela cautelare

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