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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20892/2022 del 27/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna e della pena inflitta: deduce, con riferimento al capo D, vizio di motivazione e travisamento della prova; deduce inoltre che la Corte territoriale ha violato il divieto di reformatio in peius in relazione all'entità della pena, avendo confermato la misura maggiore (anni 2 e euro 600 di multa) mentre, in precedenza, con la sentenza annullata con rinvio, la pena era stata invece ridotta a anni 1 mesi 10 e euro 400 di multa, e dunque la pena più grave non poteva essere ripristinata in riforma sfavorevole al ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il primo motivo per carenza di specificità e perché il vizio di travisamento non è stato adeguatamente dimostrato né indicata la sua decisività (anche alla luce della doppia conforme conferma di responsabilità). Ha invece accolto il secondo motivo: ha rilevato la violazione del divieto di reformatio in peius operata dalla Corte d'appello in sede di rinvio e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente all'entità della pena, determinandola in anni 1 mesi 10 di reclusione ed euro 400 di multa. Il resto del ricorso è stato dichiarato inammissibile. Sentenza pronunciata il 28 aprile 2022.

Norme richiamate

  • art. 624-bis c.p.

    È una delle fattispecie penali contestate (ricettazione o appropriazione indebita con specifiche modalità), citata come capo di imputazione; dal testo della sentenza emerge che rientra tra i reati per i quali è stata confermata la responsabilità.

  • art. 625 n. 2 c.p.

    Altro capo di imputazione contestato al ricorrente; la sentenza di merito aveva valutato la sussistenza delle circostanze costituenti il reato ai sensi di questa disposizione.

  • art. 625 n. 7 c.p.

    Circostanza aggravante la cui sussistenza è stata oggetto del rinvio deciso dalla Corte di Cassazione; la Corte territoriale era stata chiamata a valutare specificamente questa aggravante e, secondo la Cassazione, il giudice di merito ha comunque travalicato i limiti del rinvio confermando una posizione peggiorativa.

  • art. 648 c.p.

    Ulteriore capo di imputazione (ricettazione o altro delitto contro il patrimonio) contestato all'imputato e richiamato nella sentenza di condanna di primo grado.

  • Divieto di reformatio in peius (principio di diritto)

    Principio applicato dalla Corte: quando la Corte di cassazione dispone il rinvio limitatamente a una questione, il giudice di rinvio non può aggravare la posizione del condenado rispetto alla determinazione della pena già prevista dal giudice chiamato a decidere; la violazione di tale divieto ha determinato l'annullamento senza rinvio della misura della pena e la sua rideterminazione nella misura già praticata dalla Corte territoriale (anni 1 mesi 10 ed euro 400).

Massime di principio

  • Se la Cassazione dispone un rinvio limitato a una specifica questione, il giudice di merito non può peggiorare la posizione dell'imputato (divieto di reformatio in peius); qualora ciò accada, la Cassazione può annullare la decisione e ripristinare o determinare la pena nella misura favorevole già adottata.
  • Le censure per travisamento della prova e vizio di motivazione richiedono argomentazioni specifiche e l'indicazione della decisività delle prove travisate; contestazioni generiche o non dimostrate sono normalmente rigettate, specie in presenza di una doppia conforme affermazione di responsabilità.
  • Quando l'errore denunciato riguarda un profilo esclusivamente relativo alla pena e la misura più favorevole è già stata chiaramente indicata da un giudice di grado precedente, la Corte di Cassazione può annullare senza rinvio e determinare direttamente la pena corretta.
  • Nelle impugnazioni penali è importante distinguere tra contestazione della mancata contestazione di un'aggravante (errore formale nell'imputazione) e contestazione della sussistenza fattuale dell'aggravante; confondere i due profili può portare a valutazioni difformi e a annullamenti parziali.
  • Per ottenere accoglimento di un motivo che lamenta travisamento della prova è necessario illustrare in modo puntuale quali elementi probatori sarebbero stati valutati erroneamente e perché ciò avrebbe condotto a una diversa decisione, mostrando la rilevanza decisiva dell'errore.

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