Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 09052/2025 del 04/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (autorità giudiziaria)

La controversia

L'interessato, tramite difensore, ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello di Brescia che aveva respinto la richiesta di riconoscere il vincolo della continuazione tra reati già giudicati con quattro diverse sentenze. I reati indicati erano due furti, una rapina e un porto di arma da guerra, commessi in luoghi diversi e in parte in epoche non prossime. La Corte territoriale aveva escluso l'unicità del disegno criminoso valorizzando la distanza temporale e spaziale delle condotte, la diversità delle modalità esecutive e ritenendo che si trattasse non di un programma unitario originario, ma di una mera inclinazione a delinquere. Nel ricorso si deducevano violazione di legge e vizio di motivazione: si sosteneva che i reati fossero omogenei, tutti contro il patrimonio, commessi in un arco temporale ristretto tra marzo e luglio 2008, e che fosse illogico valorizzare la distanza geografica di uno dei fatti. Si aggiungeva che altri due reati commessi nel 2010 erano stati ritenuti in continuazione, e che ulteriori reati contro il patrimonio commessi nel 2010, 2013 e 2014 dimostrerebbero un programma criminoso unitario almeno nei tratti essenziali.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la distinzione operata dal giudice di merito tra continuazione, intesa come programmazione unitaria e originaria dei reati, e mera tendenza a reiterare condotte criminose analoghe. Ha inoltre reputato logica e completa la motivazione dell'ordinanza impugnata, che aveva escluso il medesimo disegno criminoso per la diversità delle modalità esecutive, la distanza temporale e spaziale di alcuni fatti e la loro eterogeneità concreta. Le ulteriori condotte delittuose richiamate dal ricorrente sono state considerate non come prova di un piano unitario, ma piuttosto come indice di uno stabile stile di vita delinquenziale. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    richiamato implicitamente come base dell'istituto della continuazione, inteso come unitario disegno criminoso originario e non come mera reiterazione di reati analoghi nel tempo

Massime di principio

  • La continuazione richiede la prova di una programmazione unitaria, almeno generica e originaria, dei diversi reati; non basta la mera serialità di condotte criminose anche omogenee.
  • La distanza temporale, spaziale e soprattutto la diversità delle modalità esecutive possono legittimamente escludere l'unicità del disegno criminoso, quando rendano non credibile che i fatti successivi fossero stati programmati sin dall'inizio.
  • La commissione di ulteriori reati della stessa o di analoga specie può essere letta non come indice di un programma unitario, ma come manifestazione di una propensione delittuosa o di uno stile di vita criminale.
  • Il vizio di motivazione non sussiste quando l'ordinanza di merito fornisce una spiegazione completa, coerente e non contraddittoria delle ragioni per cui nega la continuazione.
  • In sede di legittimità, la valutazione sulla sussistenza del medesimo disegno criminoso è censurabile solo nei limiti del vizio di legge o della motivazione realmente apparente o manifestamente illogica.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilità
RamiParte generale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.