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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46361/2023 del 16/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per difetto di motivazione dell'ordinanza con cui il Tribunale di Gorizia, in funzione di giudice dell'esecuzione, ha revocato la sentenza del Tribunale di Firenze del 17/09/2013 senza però revocare quella del Tribunale di Firenze del 28/02/2013. Il ricorrente ha rilevato che la sentenza di Gorizia del 25/01/2017 include 91 episodi (art. 495 c.p.) elencati nei rilievi dattiloscopici, tra i quali figura espressamente l'episodio del 14/10/2011 identificato con l'alias "Papi Boic", lo stesso episodio già giudicato e condannato con la sentenza del Tribunale di Firenze del 28/02/2013, per cui la decisione di non revoca appare priva di logica e adeguata motivazione

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso, ritenendo fondata la censura: dall'esame degli atti emerge che il capo relativo al 14/10/2011 è effettivamente incluso tra le imputazioni censite nella sentenza del Tribunale di Gorizia e coincide con la vicenda già oggetto della sentenza irrevocabile del Tribunale di Firenze del 28/02/2013. Perciò l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Gorizia per un nuovo giudizio finalizzato a verificare concretamente la corrispondenza tra quanto indicato negli atti e le sentenze pregresse

Norme richiamate

  • art. 495 cod. pen.

    Il giudice ha ritenuto che le numerose imputazioni ricomprese nella sentenza del 25/01/2017 siano disciplinate dall'art. 495 c.p. e che tra esse rientri l'episodio del 14/10/2011 già giudicato con sentenza irrevocabile, aspetto che impone una verifica per evitare sovrapposizioni o omissioni nella motivazione della revoca

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione deve motivare compiutamente le ragioni della revoca o non revoca di sentenze pregresse; omissioni o incoerenze motivazionali possono determinare l'annullamento con rinvio
  • Quando tra le imputazioni di una sentenza risultano episodi già oggetto di condanna irrevocabile, il giudice deve verificare e dichiarare esplicitamente la corrispondenza o la non corrispondenza per evitare duplicazione di valutazioni
  • Alias, date e rilievi dattiloscopici sono elementi probatori essenziali per stabilire l'identità degli episodi: la difesa deve indicare con precisione questi riferimenti per sostenere la censura
  • In caso di incertezza o contraddizione fra gli atti processuali e le sentenze pregresse, la Corte tende ad annullare l'atto impugnato e a rinviare per un nuovo esame piuttosto che statuire nel merito senza adeguata istruttoria
  • La parte interessata può ottenere l'annullamento dell'ordinanza dimostrando che il provvedimento non ha preso in considerazione fatti o documenti rilevanti (es. allegati dattiloscopici) che compromettono la decisione

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