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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03432/2026 del 28/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, condannato per reati in materia di stupefacenti e associazione finalizzata al traffico, ha impugnato la sentenza d'appello del 18/04/2025, resa in sede rescissoria dopo un precedente annullamento con rinvio limitato al trattamento sanzionatorio. La Corte d'appello aveva ridotto la pena ma confermato il resto della decisione, compreso il diniego delle attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p. Il ricorso ha censurato proprio la mancata concessione delle attenuanti generiche, sostenendo che la motivazione sul punto fosse carente e che non si sarebbe adeguatamente considerata, tra l'altro, l'assoluzione intervenuta per uno dei due reati associativi contestati e la posizione processuale dell'imputato.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto manifestamente infondate le censure sulla mancata applicazione dell'art. 62-bis c.p., osservando che la Corte territoriale aveva fornito una motivazione adeguata e non meramente apparente. In particolare, il diniego delle attenuanti generiche era stato giustificato con la elevatissima gravità degli elementi fondanti la condanna per il reato associativo residuo, con il riconoscimento dell'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p. e con il ruolo di "quadro" svolto dal ricorrente, collocato al vertice della catena di comando dopo l'esecuzione di misure cautelari nei confronti di altri indagati. La difesa non aveva efficacemente confutato il rilievo del giudice di merito circa l'assenza di elementi positivamente valutabili oltre la formale incensuratezza. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche possono essere negate quando il giudice di merito motivi adeguatamente sulla gravità del fatto, sul ruolo dell'imputato e sull'assenza di elementi positivamente valutabili; la mera incensuratezza non è di per sé sufficiente.

  • art. 416-bis.1 c.p.

    L'aggravante richiamata è stata valorizzata come indice della particolare gravità del fatto e come elemento ostativo al riconoscimento delle attenuanti generiche.

  • artt. 73 e 74 d.P.R. n. 309 del 1990

    Costituiscono i reati presupposto della condanna oggetto del giudizio, relativi alla materia degli stupefacenti e all'associazione finalizzata al traffico.

Massime di principio

  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se sorretto da motivazione concreta e non apparente, fondata su elementi quali gravità oggettiva e soggettiva del fatto, ruolo rivestito dall'imputato e aggravanti contestate o riconosciute.
  • In sede di legittimità, la censura sulla mancata concessione delle attenuanti generiche non può limitarsi a contrapporre una lettura alternativa dei fatti, ma deve confrontarsi specificamente con la motivazione del giudice di merito e indicare reali vizi logici o giuridici.
  • La formale incensuratezza non impone automaticamente il riconoscimento delle attenuanti generiche, se il giudice evidenzia elementi negativi prevalenti e l'assenza di fattori positivi concretamente apprezzabili.
  • Quando il giudizio rescissorio è limitato al trattamento sanzionatorio, la Corte di merito può confermare il resto della decisione e rivalutare solo i profili sanzionatori nei limiti del rinvio.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniPena e commisurazioneCircostanze del reato
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità

Testo integrale

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