Cassazione Penale, Sentenza n. 39704/2024 del 29/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per vizio di motivazione: il ricorrente contestava che la Corte d'appello e il Tribunale avessero disatteso le prove testimoniali e documentali (in particolare la certificazione ISEE 2022) che avrebbero dimostrato lo stato di indigenza di SPANO' al momento della scadenza del termine per il versamento della cauzione nel 2020. Contestava inoltre che avesse effettivamente chiesto la rateizzazione del pagamento (in forma orale presso l'autorità di polizia), richiesta non presa in considerazione dai giudici di merito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Pur rilevando un'imprecisione formale circa l'annotazione sull'ISEE (la DSU del 7 gennaio 2022 si riferisce ai redditi del 2020, quindi la certificazione era effettivamente pertinente), i giudici hanno ritenuto che tale travisamento non fosse decisivo. La motivazione di merito, integrata con quella di primo grado, evidenziava l'esiguità dell'importo dovuto (300,00 euro), l'inerzia dell'imputato nonostante la sua capacità lavorativa e la mancata dimostrazione, nei fatti, della richiesta di rateizzazione (non confermata dagli agenti sentiti). Pertanto è stato confermato il reato di omissione del pagamento della cauzione ai sensi dell'art. 76, comma 4, d.lgs. n.159/2011, con condanna alla pena di sei mesi di arresto e condanna al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 76, comma 4, d.lgs. n. 159 del 2011
Norma che sanziona l'omesso pagamento della cauzione imposta con provvedimenti di prevenzione; la sua violazione integra una contravvenzione quando l'obbligato non adempie e non prova l'impossibilità economica assoluta.
D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159, art. 4, comma 1
i redditi e gli importi di cui ai commi 2 e 3 sono riferiti al secondo anno solare precedente la presentazione della DSU
La DSU presentata il 7 gennaio 2022 attesta una situazione reddituale riferibile al 2020; dunque la certificazione ISEE prodotta nel 2022 poteva essere utilizzata per documentare la situazione economica dell'anno di riferimento (2020).
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (convertito e succ. mod.)
Consente la presentazione in forma scritta della requisitoria del Pubblico Ministero in Cassazione; qui richiamata per la presentazione scritta della conclusione del P.G.
Massime di principio
- Su chi incombe l'onere: l'imputato deve allegare fatti specifici che dimostrino l'impossibilità economica di adempiere alla cauzione; l'onere probatorio resta comunque agevolato (solo onere di allegazione), ma il giudice può chiedere accertamenti integrativi.
- Valore probatorio dell'ISEE: una DSU presentata in un anno successivo può validamente riferirsi ai redditi del biennio precedente; è importante indicare la data di presentazione della DSU per collegare temporalmente la situazione reddituale all'evento controverso.
- Comportamento e diligenza: importi esigui rispetto alla situazione economica e l'inerzia del soggetto (mancata richiesta formale di dilazione o prova di tentativi di pagamento) possono far ritenere la condotta colposa e non giustificata dall'indigenza.
- Prove e documentazione: le richieste di rateizzazione o le difficoltà economiche vanno documentate in modo formale (domande scritte al giudice competente, comunicazioni agli uffici, ricevute bancarie, testimoni che confermino atti specifici) perché dichiarazioni orali non confermate dagli operatori rischiano di risultare insufficienti.
- Azioni pratiche consigliate in situazioni simili: presentare tempestivamente DSU/ISEE con evidenza della data di compilazione, produrre estratti conto o documenti idonei a provare l'effettiva mancanza di liquidità, inoltrare per iscritto istanza di rateizzazione al tribunale o all'autorità competente e conservarne ricevute e riscontri, sentire e far verbalizzare dagli operatori eventuali richieste orali di dilazione.
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