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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30779/2022 del 08/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia relativa al mancato inserimento nel "modello 72" di una serie di prodotti alimentari per i detenuti sottoposti al regime speciale ex art. 41-bis e alla previsione di fasce orarie in cui tali detenuti potevano cucinare. Il detenuto Greco aveva ottenuto accoglimento del reclamo in sede di Magistrato di sorveglianza e conferma dal Tribunale di Perugia; il Ministero ha proposto ricorso per cassazione sostenendo la legittimità delle regolamentazioni amministrative relative agli orari di cottura e alla lista degli alimenti per esigenze di sicurezza e di ordine interno.

La decisione

La Corte di cassazione ha parzialmente accolto il ricorso del Ministero. Ha ritenuto legittimo, in linea di principio, che l'Amministrazione disciplini gli orari per la cottura dei cibi quale misura organizzativa, ma ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla parte che non chiariva se le fasce orarie vietative riguardassero tutti i detenuti o soltanto i soggetti 41-bis: il divieto di cottura in certe fasce è ammissibile solo se applicato uniformemente e non come speciale vessazione nei confronti dei 41-bis. Sul profilo della lista dei generi acquistabili ("modello 72") la Corte ha confermato il giudizio del Tribunale: l'esclusione di numerosi prodotti non è giustificata come misura necessaria a prevenire manifestazioni di potere o carisma criminale, trattandosi per lo più di beni non di lusso; pertanto la limitazione risulta irragionevole e afflittiva. In sintesi: ricorso accolto quanto agli orari di cottura (annullamento con rinvio su quel punto), respinto quanto alla legittimità delle esclusioni dal modello 72.

Norme richiamate

  • art. 35-bis Ord. pen.

    Introduce il rimedio giurisdizionale per i detenuti contro atti dell'Amministrazione che violano disposizioni della legge penitenziaria causando attuale e grave pregiudizio; abilita il reclamo dinanzi al magistrato di sorveglianza.

  • art. 69, comma 6, lett. b) Ord. pen.

    Attribuisce al magistrato di sorveglianza la competenza a conoscere del reclamo giurisdizionale avverso atti dell'Amministrazione penitenziaria.

  • art. 41-bis Ord. pen.

    Disciplina il regime differenziato di carcere duro; contempla limiti a ricezione e possesso di beni per evitare segnali di potere, ma le misure restrittive non devono eccedere il necessario e non possono tradursi in ulteriore, ingiustificata afflittività rispetto all'alimentazione.

  • d.P.R. n. 230 del 2000, art. 36 lett. b)

    Attribuisce al regolamento interno la competenza a disciplinare gli orari relativi all'organizzazione della vita quotidiana dei detenuti; giustifica la potestà organizzativa dell'Amministrazione sugli orari di cottura.

  • d.P.R. n. 230 del 2000, art. 13 comma 4

    Consente il riscaldamento di cibi già cotti e la preparazione di cibi di facile e rapido approntamento; richiamata per delimitare ciò che la sentenza costituzionale n.186/2018 ha inteso preservare.

  • d.P.R. n. 230 del 2000, art. 14

    Prevede limiti generali alla ricezione, acquisto e possesso di oggetti e generi alimentari da parte di tutti i detenuti; utilizzato per affermare che l'esclusione di beni di pregio è già prevista in via generale e non giustifica differenziazioni ingiustificate.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186/2018

    Ha ritenuto che il divieto assoluto di cuocere cibi per i 41-bis sia contrario al senso di umanità della pena quando non giustificato da esigenze di sicurezza; impone di assimilare, quanto all'alimentazione, i detenuti 41-bis agli altri detenuti salvo specifiche ragioni di sicurezza.

  • art. 14-bis Ord. pen.

    Strumento per misure individuali di contenimento di pericolosità violenta; richiamato per sottolineare che, se servono cautele specifiche legate a singoli detenuti, esse devono essere individuali e non generali.

Massime di principio

  • Le regolamentazioni amministrative sugli orari di cottura rientrano nella potestà organizzativa dell'Amministrazione, ma sono ammissibili solo se ragionevoli, proporzionate e applicate in modo non discriminatorio a tutte le sezioni interessate; non possono costituire misura vessatoria diretta contro i 41-bis.
  • Le limitazioni ai generi acquistabili al sopravvitto per i detenuti 41-bis devono essere motivate da un concreto nesso di sicurezza o prevenzione del consolidamento di potere: l'esclusione di beni non pregiati richiede adeguata giustificazione proporzionale.
  • Il giudice di sorveglianza verifica la legittimità, la ragionevolezza e la proporzionalità delle scelte amministrative (controllo di diritto e di adeguatezza), ma non sostituisce il giudizio di merito dell'Amministrazione salvo vizi manifesti o ingiustificata afflittività.
  • Se emergono rischi specifici relativi a singoli detenuti, l'Amministrazione dovrebbe adottare misure individuali di cautela piuttosto che divieti generali che colpiscano l'intera categoria 41-bis.
  • Il diritto all'alimentazione e alla salute dei detenuti conserva tutela rilevante; restrizioni organizzative che incidono su tali diritti devono superare il test di proporzionalità e non trasformarsi in ulteriore punizione.

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