Cassazione Penale, Sentenza n. 45866/2023 del 14/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza di conferma della condanna per i reati di cui agli artt. 497-bis e 494 c.p.: falsificazione di una carta d'identità intestata a un'altra donna (con foto dell'imputata sul documento contraffatto) e sostituzione di persona finalizzata ad aprire un conto corrente su cui far confluire assegni di liquidazioni sinistri. Il ricorso in Cassazione articolava due motivi: (1) violazione di legge e omessa motivazione per non avere ritenuto assorbito il reato di sostituzione di persona (art. 494) in quello relativo ai documenti falsi (art. 497-bis), invocando la clausola di salvezza; (2) violazione di legge e vizio di motivazione circa l'aumento della pena ai sensi dell'art. 81, comma 2 c.p. applicato al reato di cui all'art. 494, ritenuto eccessivo e ingiustificato rispetto ai limiti edittali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto infondato il profilo sull'assorbimento: l'art. 497-bis (falsificazione/possesso di documenti di identità falsi) è una fattispecie autonoma rispetto al reato di sostituzione di persona (art. 494) e la loro concorrenza è pacifica in giurisprudenza, posto che la produzione/possesso del documento falso e la sua utilizzazione per sostituirsi a un'altra persona sono condotte distinte e autonome. Sul secondo motivo la Corte lo ha dichiarato inammissibile perché derivava da un motivo d'appello generico (richiesta generica di riduzione della pena), che è geneticamente inammissibile e non poteva fondare un sindacato in cassazione sulla mancata risposta della Corte d'appello. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
La norma che punisce la falsificazione, il possesso o la fabbricazione di documenti di identità falsi è stata interpretata come fattispecie autonoma rispetto all'utilizzazione del documento; la semplice falsificazione/possesso non viene assorbita dal reato di sostituzione di persona.
Il reato di sostituzione di persona, quando la condotta consista nell'utilizzo delle generalità altrui (anche mediante documento falso) per ottenere vantaggi, è autonomo rispetto al possesso o fabbricazione del documento e può concorrere con l'art. 497-bis.
La disposizione sull'aumento della pena per delitti commessi con abuso di qualità o nei modi indicati può essere oggetto di sindacato solo se il relativo motivo d'impugnazione sia specifico e motivato; motivi di appello generici sulle pene sono geneticamente inammissibili e non consentono impugnazione valida in Cassazione.
Massime di principio
- La falsificazione o il possesso di un documento d'identità falso (art. 497-bis) e la sostituzione di persona (art. 494) sono condotte distinte: entrambe possono essere contestate e non si assorbono automaticamente l'una nell'altra.
- Per ottenere l'assorbimento di un reato in un altro è necessario che sussista un'effettiva sovrapposizione normativa e fattuale; se la legge descrive condotte autonome (es. possesso vs utilizzazione) l'assorbimento è precluso.
- In sede di impugnazione e poi in Cassazione è essenziale articolare motivi specifici e ben motivati, soprattutto quando si contesta il quantum della pena o l'applicazione di aumenti: motivi generici sono inammissibili e precludono il riesame.
- La scelta del legislatore di non includere l'utilizzazione del documento tra le fattispecie punite da art. 497-bis va interpretata come indicazione che l'uso del documento contraffatto costituisce un fatto ulteriore e autonomo, sanzionabile separatamente.
- La strategia difensiva in casi analoghi dovrebbe contestare specificamente l'elemento materiale e psicologico di ciascun reato e, se si chiede una riduzione per cumulatività o assorbimento, dimostrare fattualmente e giuridicamente l'identità dell'azione penalmente rilevante.
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