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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38930/2025 del 02/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I terzi interessati impugnano la confisca di beni a loro intestati (immobile intestato a Raffaele, autovettura intestata a Pylypenko, agenzia scommesse e conti intestati ad Angela D'Alterio) sostenendo che tali beni derivano da redditi leciti e non dalla disponibilità del proposto Michele Olimpio. Denunciano omessa o apparente motivazione e violazione dell'art. 24 d.lgs. n. 159/2011 (mancata prova della sproporzione o della fittizia intestazione), deducono la capacità reddituale dei ricorrenti e propongono giustificazioni sulla provenienza dei fondi (fatturato dell'agenzia in franchising, redditi da lavoro e locazione, pagamenti rateali sostenibili).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e ha respinto le censure. Ha ritenuto valida e non meramente apparente la motivazione del giudice di merito: le intercettazioni, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia e le anomalie contabili e documentali dimostravano la riconducibilità dei beni al proposto e la fittizia intestazione ai parenti. La Corte ha richiamato i principi sul limite del sindacato di legittimità in materia di misure di prevenzione patrimoniali, la presunzione di disponibilità dei beni intestati a familiari in presenza di carenza di redditi propri e l'onere in capo ai terzi di dimostrare l'esclusiva disponibilità. Confermata quindi la confisca degli specifici beni e condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (codice antimafia e delle misure di prevenzione)

    art. 4, comma 1, lett. a); art. 10; art. 24; art. 26, comma secondo

    Art. 4: il proposto è stato ritenuto socialmente pericoloso come esponente di clan camorristico. Art. 10 e 27: limitano il ricorso per cassazione alle sole violazioni di legge in materia di misure di prevenzione; la Corte di legittimità non può estendere il sindacato motivazionale se non per motivazione assente o meramente apparente. Art. 24: invocato dai ricorrenti come norma di riferimento sulla sproporzione; la Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia adeguatamente applicato i criteri per accertare la sproporzione e la fittizia intestazione. Art. 26 c.2: i rapporti di parentela e convivenza costituiscono circostanza significativa per sospettare fittizia intestazione se il familiare è privo di capacità economica.

  • codice di procedura penale

    La Corte ricorda che in sede di legittimità non è deducibile l'illogicità manifesta se non configurabile come motivazione inesistente o meramente apparente, limitando il controllo sulle motivazioni di merito.

Massime di principio

  • In giudizio di cassazione contro misure di prevenzione patrimoniali il sindacato è limitato a violazioni di legge e a mancanza o apparenza della motivazione; non è luogo per un nuovo esame di merito.
  • I beni intestati a coniuge, figli o conviventi possono essere confiscati se emergono elementi che ne rivelino la riconducibilità al proposto: in tali ipotesi l'onere di provare l'esclusiva disponibilità passa al terzo.
  • Rapporti familiari stretti + assenza di redditi sufficienti del formale intestatario + elementi indiziari (intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori, anomalie contabili o documentali) costituiscono presunzioni forti di fittizia intestazione.
  • Anomalie nella documentazione di compravendita (dichiarazioni discordanti sul pagamento del prezzo, mutui intestati a terzi, incongruenze negli ammortamenti) rafforzano la conclusione di provenienza illecita dei fondi.
  • Terzi possono difendersi efficacemente fornendo prova concreta e documentale della capacità economica lecita (incluso, secondo giurisprudenza, il riferimento a proventi da evasione fiscale) per giustificare la tenuta patrimoniale.

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