Cassazione Penale, Sentenza n. 38835/2025 del 02/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza della Corte d'Appello di Brescia del 14/06/2025 che aveva rigettato l'istanza di riparazione per ingiusta detenzione subita dal 25/10/2021 al 28/11/2022. Il ricorrente era stato trattenuto per il reato di tentata estorsione aggravata (richiamata quale art. 416 bis 1 cod. pen.) ma assolto con sentenze divenute definitive. Il ricorrente denunciava violazione dell'art. 314 cod. proc. pen. e vizio di motivazione in relazione al riconoscimento della colpa grave; contestava l'uso, da parte della Corte territoriale, delle cosiddette frequentazioni ambigue come elemento ostativo senza adeguata relazione causale, nonché un presunto travisamento dei fatti (viaggi in Svizzera) affermato dalla corte di merito.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la colpa grave ai sensi dell'art. 314 cod. proc. pen. sia stata adeguatamente valutata dalla Corte d'Appello sulla base di fatti concreti e precisi: il ricorrente intratteneva abituali rapporti con soggetti imputati e poi condannati (in particolare il Facchineri) e il collaboratore Siriani aveva riferito che in Italia aveva incontrato il Facchineri accompagnato dallo stesso Scalise. Tali elementi, secondo la Corte, costituiscono condotta imprudente idonea a integrare un grave indizio di corresponsabilità , con rapporto di concausalità rispetto alla detenzione. Il presunto travisamento circa i viaggi in Svizzera è stato ritenuto irrilevante alla luce della completezza degli altri argomenti. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione in favore del Ministero resistente, liquidate in complessivi euro 1.000.
Norme richiamate
art. 314 cod. proc. pen.
La Corte interpreta la nozione di colpa grave come condotta caratterizzata da macroscopica negligenza, imprudenza o inosservanza di norme tale da creare una situazione prevedibile di intervento dell'autorita' giudiziaria. Per la domanda di riparazione il giudice deve valutare, con criterio ex ante e su base fattuale precisa, se la condotta del richiedente abbia creato la falsa apparenza di configurabilita' di un reato collegata causalmente alla detenzione.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Norme indicate come fondamento dei motivi di cassazione proposti dal ricorrente (vizio di motivazione e violazione di norme). La Corte ne ha valutato l'astrazione dei rilievi e li ha ritenuti infondati rispetto alla motivazione concreta resa dalla Corte territoriale.
art. 416 bis cod. pen. (richiamato nel testo)
eventuale richiamo come aggravante
Ricognizione dell'impianto accusatorio originario: la circostanza che il procedimento riguardasse delitti connessi a contesti associativi o aggravanti non impedisce che, a fronte di assoluzioni, possano comunque emergere comportamenti del ricorrente valutabili come colpa grave ai fini della riparazione.
Massime di principio
- La colpa grave ai fini dell'indennizzo per ingiusta detenzione non richiede che la condotta integri un reato, ma che essa, per macroscopica negligenza o imprudenza, abbia creato la falsa apparenza di penalita' tale da giustificare l'intervento dell'autorita' giudiziaria.
- Le frequentazioni ambigue con soggetti poi imputati o condannati possono costituire indizio di colpa grave, purché il giudice della riparazione motivi adeguatamente la loro oggettiva idoneita' a indicare una concausalita' con il provvedimento restrittivo (tipo, qualita' e modalita' dei collegamenti).
- Il giudice della riparazione deve basare la decisione su fatti concreti e precisi e valutare la condotta in un'ottica ex ante; la mera assoluzione nel processo penale non esclude automaticamente la sussistenza di colpa grave rilevante per il rifiuto dell'indennizzo.
- Errori formali o travisamenti parziali dei fatti, se la motivazione complessiva contiene elementi esaustivi e congrui a sostegno della decisione, possono risultare non decisivi per l'accoglimento del ricorso.
- In caso di rigetto del ricorso per riparazione, il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e alla rifusione delle spese a favore della parte resistente.
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