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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 22313/2021 del 05/08/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia relativa alla deducibilità fiscale di somme versate a titolo di royalties a società del gruppo estero e alla qualificazione della Voith Paper s.r.l. quale stabile organizzazione in Italia del gruppo tedesco Voith. L'Agenzia aveva disconosciuto la deduzione delle royalties asserendo che, in base alle Convenzioni contro le doppie imposizioni (art. 12, commi 4 e 5), i canoni dovevano essere imponibili in Italia se il beneficiario effettivo esercitava attività tramite una stabile organizzazione in Italia. La contribuente contestava l'accertamento sia per difetto di soggettività passiva (l'accertamento avrebbe dovuto essere diretto alla società non residente) sia per l'insussistenza degli elementi fattuali che qualificassero la s.r.l. come stabile organizzazione della società estera.

La decisione

Il ricorso principale è stato rigettato: la Corte ha confermato che, alla luce degli accertamenti di fatto e della giurisprudenza (in particolare Cass. n. 16106/11), la Voith Paper s.r.l. va considerata stabile organizzazione in Italia del gruppo Voith e che, pertanto, l'azione accertatrice poteva indirizzarsi nei confronti della società italiana. Di conseguenza il merito dell'impugnazione è stato respinto. Tuttavia la Corte ha cassato la sentenza impugnata limitatamente al profilo delle sanzioni: ha disposto il rinvio alla Commissione tributaria regionale per una nuova valutazione delle sanzioni alla luce del ius superveniens introdotto dall'art. 15, comma 1, lett. b) del d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158 (modifica del minimo sanzionatorio), e per la regolazione delle spese.

Norme richiamate

  • Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Germania (art. 12, commi 4 e 5)

    in tal caso, i canoni sono imponibili in detto altro Stato contraente secondo la propria legislazione interna

    La Corte e l'Ufficio hanno ritenuto che, se il beneficiario effettivo dei canoni esercita attività tramite una stabile organizzazione in Italia, i canoni possono essere imponibili in Italia e non deducibili come costo dalla stabile organizzazione

  • Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Austria (art. 12, commi 4 e 5)

    in tal caso, i canoni sono imponibili in detto altro Stato contraente secondo la propria legislazione interna

    Stessa interpretazione applicata rispetto alla convenzione con la Germania: i canoni riferibili a reddito che affluisce alla stabile organizzazione in Italia sono tassabili in Italia

  • Legge di ratifica Convenzione Italia-Germania

    Atto di ratifica delle disposizioni convenzionali richiamate, richiamato per fondare l'efficacia delle norme convenzionali nel diritto interno

  • Legge di ratifica Convenzione Italia-Austria

    Atto di ratifica delle disposizioni convenzionali richiamate, richiamato per fondare l'efficacia delle norme convenzionali nel diritto interno

  • Codice di procedura civile (art. 384, comma 2; art. 394; art. 113, comma 1)

    Norme processuali invocate dalla ricorrente per censurare la presunta nullità della sentenza di rinvio per travisamento dell'estensione della precedente pronuncia; la Corte ha ritenuto infondata tale censura

  • Decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 158 (art. 15, comma 1, lett. b)

    Norma sopravvenuta (ius superveniens) che modifica il minimo sanzionatorio: la Corte ha disposto la revisione delle sanzioni applicate in considerazione di tale novità normativa

  • Commentario al Modello OCSE

    Richiamato come criterio interpretativo per l'individuazione della stabile organizzazione e per i principi di collegamento tra attività esercitata da entità residente e reddito del gruppo non residente

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (sentenza n. 16106/11)

    Precedente decisivo che ha affermato che l'accertamento sul reddito prodotto in Italia tramite stabile organizzazione va svolto nei confronti della stabile organizzazione (anche se rappresentata da società residente), principio poi seguito nella presente sentenza

Massime di principio

  • Se elementi fattuali dimostrano che una società residente è meramente una struttura funzionale e non autonoma di una società estera, la prima può essere qualificata come stabile organizzazione della non residente; in tal caso l'accertamento fiscale va rivolto alla stabile organizzazione (la società residente) e non direttamente alla società non residente
  • Le convenzioni contro le doppie imposizioni (art. 12 e correlati) consentono che i canoni/dividendi/interessi attribuibili a reddito prodotto tramite una stabile organizzazione siano imponibili nello Stato in cui si trova la stabile organizzazione, modificando la deducibilità dei costi nella contabilità della stabile organizzazione
  • La presenza di pronunce di legittimità precedenti su identici profili giuridici (es. Cass. n. 16106/11) ha forte rilievo e può vincolare il giudice di merito circa questioni di diritto, fermo restando la necessità di valutare gli elementi di fatto specifici
  • Le sanzioni tributarie devono essere valutate alla luce di eventuali norme sopravvenute favorevoli al contribuente (ius superveniens); il giudice del rinvio deve riconsiderare la misura delle sanzioni e il trattamento sanzionatorio complessivo
  • In contenziosi che coinvolgono qualificazioni complesse come la stabile organizzazione, è essenziale che il giudice distingua tra accertamento dei fatti (elementi di autonomia, controllo, funzioni svolte) e conseguenze giuridiche (soggetto passivo dell'accertamento, trattamento dei costi)

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