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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10378/2024 del 12/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di conferma della condanna per il reato di incendio (art. 423 c.p.). Il ricorrente ha contestato l'utilizzabilità delle videoriprese delle telecamere di sorveglianza e dei tabulati GPS, sostenendo che tali dati sarebbero stati acquisiti informalmente e senza rispettare la catena di custodia e le procedure previste dalla Convenzione di Budapest e dalla normativa di recepimento, con conseguente mancata garanzia di genuinità e violazione del diritto di difesa. Ha inoltre contestato la riconducibilità dell'uso della Fiat Panda all'imputato, definendo tale ricostruzione apodittica, e dedotto nullità della sentenza con riferimento ai motivi specifici posti a fondamento dell'impugnazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso complessivamente infondato e lo ha rigettato. Ha confermato la decisione di merito che aveva condannato BARBAGALLO a 2 anni e 6 mesi di reclusione. Sul piano probatorio la Corte ha ritenuto legittima l'utilizzazione delle videoriprese e dei tabulati GPS: i dati digitali che rappresentano fatti, persone o cose rientrano nella nozione di documento prevista dall'art. 234 c.p.p., e la copia estratta da un documento informatico ha la medesima valenza probatoria dell'originario salvo prova di manipolazione. La Convenzione di Budapest e le norme di recepimento non hanno mutato il regime di acquisizione dei documenti in forma digitale; le acquisizioni effettuate (anche via mail o mediante file estratti) sono legittime in assenza di elementi che dimostrino la loro alterazione. Quanto alla riconducibilità della Fiat Panda al ricorrente, la Corte ha ritenuto la motivazione dei giudici di merito congrua e fondata sull'incrocio di testimonianze, videoriprese, dati GPS e sull'ammissione dell'imputato riguardo al suo arrivo sul luogo dell'incendio, per cui non è ammissibile per la Cassazione riemettere una diversa valutazione del merito. Il rigetto comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al rimborso delle spese di difesa delle parti civili.

Norme richiamate

  • Convenzione del Consiglio d'Europa sul crimine informatico (Convenzione di Budapest, 2001)

    Riguarda i reati commessi mediante sistemi informatici e indica strumenti per tutelare le indagini e il diritto di difesa; tuttavia non altera il regime generale di acquisizione e utilizzazione dei documenti digitali in procedimento penale quando questi rappresentano fatti, persone o cose

  • Legge n. 48/2008 (ratifica Convenzione di Budapest)

    Ha introdotto nel codice di procedura penale disposizioni specifiche (es. comma 1‑bis art. 247; art. 254‑bis; comma 1‑bis art. 352; modifica art. 354) riguardanti perquisizione, sequestro e acquisizione di dati informatici, ma tali norme non soppiantano la natura documentale delle immagini o file digitali già disciplinata dall'art. 234 c.p.p.

  • Art. 234 c.p.p.

    è consentita l'acquisizione di scritti o di altri documenti che rappresentano fatti persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia e qualsiasi altro mezzo

    La Corte ha interpretato l'art. 234 in senso da ricomprendere anche le videoriprese e i file digitali: la natura del supporto (analogico o digitale) è irrilevante; i file che rappresentano fatti, persone o cose sono 'documenti' e possono essere acquisiti e valutati come tali

  • Art. 423 c.p. (reato contestato)

    Norma sostanziale in base alla quale è stata pronunciata la condanna per incendio; la sentenza di merito ha applicato tale norma sulla base delle prove ritenute valide

  • Art. 606 lett. e) c.p.p.

    Limiti del sindacato della Cassazione: il controllo è volto a verificare la completezza e la logicità della motivazione dei giudici di merito, non a riesaminare il merito o riformulare la valutazione delle prove

Massime di principio

  • Videoriprese e file digitali che rappresentano fatti, persone o cose rientrano nella nozione di 'documento' ai fini dell'art. 234 c.p.p. e possono essere acquisiti e utilizzati in giudizio
  • La copia estratta da un documento informatico (es. file video, fotogrammi, tabulati GPS in formato elettronico) ha la stessa valenza probatoria dell'originario a meno che non sia provata una manipolazione o alterazione
  • L'acquisizione di dati informatici via file, chiavetta USB, CD/DVD o posta elettronica è legittima se non emergono elementi che facciano sospettare la loro alterazione; l'onere di escludere o dimostrare la manipolazione grava sulla parte che contestua l'efficacia probatoria
  • La Convenzione di Budapest e le norme di recepimento introducono strumenti e tutele specifiche per i reati informatici, ma non abolcono la disciplina generale sui documenti digitali quando questi rappresentano fatti o persone
  • In Cassazione non è consentito un sindacato libero sulla valutazione del merito: il controllo è limitato alla verifica della correttezza, completezza e logicità della motivazione dei giudici di merito; per vincere è necessario dimostrare carenze motivazionali o errori di diritto manifesti
  • Per contestare l'attribuzione di un bene (es. un veicolo) all'imputato è necessario proporre argomentazioni tali da dimostrare l'insufficienza o la contraddittorietà delle prove che i giudici hanno ritenuto decisive, non una mera diversa interpretazione dei fatti

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