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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40120/2024 del 30/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in quattro motivi: 1) dedotta violazione degli artt. 649 e 627 c.p.p. e illogicità della motivazione nella parte in cui il giudice del rinvio avrebbe ritenuto che la distrazione di euro 91.500 non fosse preclusa dall'assoluzione irrevocabile pronunciata dal Tribunale di Marsala per corruzione; 2) violazione degli artt. 649 e 627 c.p.p. e travisamento della prova in ordine alla somma di euro 29.500, deducendo che la sentenza del Tribunale di Marsala avrebbe implicitamente escluso l'appropriazione di quella parte di somme; 3) violazione dell'art. 627 c.p.p. per mancata applicazione del principio di diritto indicato dalla Sezione Quinta (distinzione tra bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice in relazione alle somme utilizzate per scommesse e gioco d'azzardo) e mancata derubricazione delle condotte di gioco a bancarotta semplice; 4) carenza di motivazione e omissione nell'esame della concessione delle circostanze attenuanti generiche e nella quantificazione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso complessivamente, dichiarando inammissibili i motivi 1, 2 e 4 e infondato il terzo. In particolare: il primo motivo è stato ritenuto a-specifico e manifestamente infondato perché il giudice del rinvio aveva adeguatamente valutato la portata della sentenza assolutoria del Tribunale di Marsala e aveva considerato gli elementi che dimostravano comunque la condotta distrattiva (appunti, confessione di Russo, deposizioni e consulenza tecnica). Il secondo motivo è stato ritenuto inammissibile perché non ha efficacemente contestato l'articolata motivazione della Corte di appello sul calcolo degli importi oggetto di giudicato. Il terzo motivo è stato respinto sul merito: la Corte ha ritenuto che le somme impiegate per scommesse e gioco d'azzardo fossero state distratte per interessi personali, non nell'interesse dell'impresa, e quindi configurassero bancarotta fraudolenta, sulla base di consulenze e dichiarazioni testimoniali; la Corte ha altresì osservato che non è emerso che eventuali vincite fossero rientrate nelle casse sociali. Il quarto motivo è stato dichiarato inammissibile per essere stato dedotto per la prima volta in cassazione (questione preclusa). Conseguentemente il dispositivo di merito della Corte d'Appello di Messina (compresa la declaratoria di non doversi procedere, la rideterminazione della pena principale e delle pene accessorie) è rimasto confermato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente come parametro di corretto esercizio dell'impugnazione; la Corte ha ritenuto che le censure non fossero specifiche e non dimostravano violazione delle regole probatorie e di motivazione richieste dal giudice del rinvio

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla motivazione e alla qualificazione giuridica dei fatti; la Corte ha ritenuto che il giudice del rinvio avesse adeguatamente motivato in conformità a tale norma

  • art. 216 legge fallimentare (bancarotta fraudolenta)

    Utilizzato nel confronto con la fattispecie: la sentenza rescindente e il giudice del rinvio hanno applicato la nozione di bancarotta fraudolenta alle distrazioni dirette a soddisfare interessi personali o di terzi estranei all'impresa

  • art. 217 legge fallimentare (bancarotta semplice impropria)

    Richiamato per la distinzione tra bancarotta semplice (condotte imprudenti compiute nell'interesse dell'impresa) e bancarotta fraudolenta; il discrimen operativo indicato è la 'direzione' dell'interesse dell'agente

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese del ricorrente a seguito del rigetto del ricorso

Massime di principio

  • Una assoluzione irrevocabile per un reato (es. corruzione) non esclude automaticamente la responsabilità per reati diversi (es. bancarotta) quando la diversa oggettività giuridica e gli accertamenti fattuali restino distinti; il giudice deve però verificare concretamente la portata fattuale dell'assoluzione per determinare eventuali effetti preclusivi
  • La distinzione tra bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice si decide sulla 'direzione' dell'interesse dell'agente: se le operazioni sono poste in essere per l'interesse proprio o di terzi estranei all'impresa si configura bancarotta fraudolenta, se sono operazioni imprudenti ma in interesse dell'impresa può ricorrere bancarotta semplice
  • Elementi non bancari quali appunti manoscritti, confessioni, deposizioni testimoniali e consulenze tecniche possono costituire fondamento probatorio per la ricostruzione di appropriazioni o distrazioni di somme, anche in presenza di pronunce assolutorie per reati con diversa struttura
  • In caso di annullamento con rinvio, il giudice del rinvio è vincolato dalle questioni devolute dalla sentenza di cassazione; questioni non dedotte nel ricorso per cassazione sono generalmente precluse al giudice del rinvio
  • Contestazioni relative all'esatta quantificazione degli importi sullo stato di giudicato richiedono un confronto puntuale con la motivazione già resa; errori aritmetici o di imputazione notati da una corte intermedia non sono automaticamente emendabili dal giudice del rinvio se non rientrano nel perimetro indicato dalla decisione di legittimità
  • Motivi o circostanze dedotti per la prima volta in cassazione sono in genere inammissibili se avrebbero dovuto essere previamente sottoposti all'esame della Corte di legittimità o del giudice di merito sul cui punto è intervenuta la doglianza

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