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Ordinanza

Ordinanza n. 7/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500780

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego originario e diniego in sede di riesame dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del 28 novembre 2024, notificato il 9 aprile 2025, con cui era stata respinta l'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno, chiedendone l'annullamento previa sospensione. Nel corso del giudizio ha inoltre proposto motivi aggiunti contro il successivo decreto del 4 novembre 2025, notificato il 17 novembre 2025, adottato dall'Amministrazione in sede di riesame. Il TAR aveva già disposto, con precedente ordinanza cautelare del 25 settembre 2025, una rinnovata valutazione della posizione del ricorrente in relazione alla domanda di rinnovo. Con i motivi aggiunti è stata censurata la non conformità del nuovo provvedimento alle prescrizioni cautelari, in particolare per la carenza di un'adeguata motivazione sulla pericolosità del ricorrente. Il nuovo diniego valorizzava ampiamente i rapporti del ricorrente con uno zio, ritenuti dal Collegio non particolarmente conferenti rispetto alla valutazione della pericolosità.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris, poiché il provvedimento adottato in sede di riesame non appariva coerente con quanto prescritto dalla precedente ordinanza cautelare, che imponeva una rinnovata valutazione della posizione del ricorrente e una valutazione della pericolosità adeguatamente motivata. In particolare, i rapporti con lo zio, pur ampiamente richiamati nel nuovo decreto, non sembravano elementi pertinenti o sufficientemente conferenti a fondare la valutazione di pericolosità. Il Collegio ha quindi accolto la domanda cautelare e sospeso entrambi i provvedimenti impugnati, fissando l'udienza pubblica per la trattazione del merito al 27 maggio 2026. Le spese della fase cautelare sono state poste a carico dell'Amministrazione resistente e liquidate in euro 1.200,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo la disciplina delle misure cautelari collegiali; il TAR ha disposto la sospensione dei provvedimenti impugnati.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo ordina all'Amministrazione di procedere a una rinnovata valutazione della posizione del privato, il successivo provvedimento deve conformarsi effettivamente alle prescrizioni contenute nella pronuncia cautelare.
  • Il provvedimento adottato in sede di riesame cautelarmente imposto deve esplicitare una valutazione adeguatamente motivata degli elementi rilevanti per la decisione; il richiamo a circostanze non pertinenti o non sufficientemente conferenti rispetto al giudizio richiesto può integrare un fondato vizio motivazionale.
  • La valutazione amministrativa della pericolosità, quando costituisce il presupposto del diniego del rinnovo del permesso di soggiorno, deve essere sorretta da una motivazione concreta e coerente con gli elementi effettivamente riferibili alla posizione dell'interessato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneEffetto conformativo e riedizione del potereTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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