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Cassazione Civile, Ordinanza n. 14301/2022 del 05/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia trae origine da un provvedimento dell'Autorità antitrust che aveva accertato la partecipazione della società ricorrente, insieme ad altre imprese, a un'intesa restrittiva della concorrenza vietata dall'art. 101 TFUE, in relazione a una gara Consip per servizi di supporto e assistenza tecnica (gara AdA). Il giudice amministrativo di appello aveva confermato la responsabilità per pratica concordata, valorizzando l'allineamento delle offerte e della scontistica e alcune prove indiziarie documentali, ma aveva ridotto le sanzioni. La società ha proposto ricorso per cassazione articolando tre motivi: con i primi due ha dedotto la violazione del diritto dell'Unione e del giusto processo, sostenendo che il Consiglio di Stato avesse errato sull'onere della prova e sui limiti del sindacato giurisdizionale in materia antitrust, così integrando un vizio di eccesso o difetto assoluto di giurisdizione; con il terzo ha censurato anche la statuizione sulle sanzioni, sempre sotto il profilo del contrasto con norme unionali e del potere giurisdizionale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha affermato che le censure non denunciavano un vero motivo inerente alla giurisdizione, ma contestavano in realtà l'interpretazione e l'applicazione delle norme sostanziali e processuali da parte del Consiglio di Stato, cioè errori interni alla giurisdizione amministrativa. Ha ribadito che il controllo ex art. 111, comma 8, Cost. è limitato ai soli casi di difetto assoluto o relativo di giurisdizione e non si estende al sindacato su sentenze asseritamente abnormi o in contrasto con il diritto UE. Ha quindi confermato la statuizione di inammissibilità e condannato la ricorrente alle spese, oltre all'ulteriore contributo unificato ove dovuto.

Norme richiamate

  • art. 101 TFUE

    È richiamato come norma sostanziale che vieta le intese restrittive della concorrenza; nel caso concreto si discuteva della qualificazione della condotta come pratica concordata.

  • art. 47 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

    Invocato dalla ricorrente a sostegno della doglianza sul giusto processo, ma la Corte ha ritenuto la censura estranea ai motivi di giurisdizione.

  • art. 48 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

    Richiamato dalla ricorrente in relazione alla pretesa violazione del giusto processo e delle garanzie difensive; non ritenuto idoneo a fondare un motivo di giurisdizione.

  • art. 6, comma 1, CEDU

    Invocato per sostenere la violazione del giusto processo; la Corte lo considera parte delle doglianze di merito non scrutinabili ex art. 111, comma 8, Cost.

  • art. 103, primo comma, Cost.

    Richiamato dalla ricorrente nel tentativo di configurare un vizio di giurisdizione; la Corte precisa che il controllo resta limitato ai soli limiti esterni della giurisdizione.

  • art. 113, secondo comma, Cost.

    Richiamato dalla ricorrente a sostegno della censura; la Corte ne esclude l'utilizzo per estendere il sindacato di legittimità al merito.

  • art. 111, ottavo comma, Cost.

    Norma base del controllo della Corte di cassazione sui motivi inerenti alla giurisdizione; interpretata in senso restrittivo, limitato al difetto assoluto o relativo di giurisdizione.

  • art. 267 TFUE

    La Corte esclude la necessità di rinvio pregiudiziale, perché la questione sollecitava un controllo su errori di interpretazione del diritto interno non riconducibili a motivi di giurisdizione.

  • art. 23 Regolamento (CE) n. 1/2003

    Citato nel terzo motivo come norma unionalmente rilevante in tema di sanzioni antitrust, ma la censura è ritenuta mera riproposizione di questioni di merito.

  • art. 14 direttiva (UE) 2019/1

    Richiamato nel terzo motivo in relazione al sistema sanzionatorio antitrust; la Corte non entra nel merito della doglianza perché la ritiene non scrutinabile come motivo di giurisdizione.

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 115 del 2002

    Applicato nel dispositivo per dare atto dei presupposti dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1 bis, d.P.R. 115 del 2002

    Richiamato come parametro per determinare l'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione contro le sentenze del Consiglio di Stato, il controllo ex art. 111, ottavo comma, Cost. riguarda esclusivamente i limiti esterni della giurisdizione e non consente di censurare errori di interpretazione o applicazione del diritto, anche se riguardano norme dell'Unione europea o della CEDU.
  • Il vizio di eccesso di potere giurisdizionale è configurabile solo quando il giudice speciale sconfinI nella sfera riservata al legislatore o ad altra giurisdizione, oppure neghi la giurisdizione sull'erroneo presupposto che la materia sia in assoluto non giustiziabile; non basta la deduzione di sentenze abnormi, anomale o gravemente errate.
  • Le doglianze che contestano il modo in cui il giudice amministrativo ha valutato fatti, prove, onere della prova o profili tecnici in una controversia antitrust attengono al merito del giudizio e non ai motivi inerenti alla giurisdizione.
  • Il contrasto di una decisione del Consiglio di Stato con il diritto dell'Unione europea non determina di per sé un motivo di ricorso per cassazione per giurisdizione, quando si contesti soltanto l'interpretazione o applicazione di norme sostanziali o processuali interne che danno attuazione al diritto UE.
  • Nel sindacato sugli atti dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, il giudice amministrativo può verificare direttamente i fatti e i profili tecnici necessari alla legittimità dell'atto, ma non può sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'Autorità quando si tratti di valutazioni con margine di opinabilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniConcorrenza slealeContenzioso tributario
RamiProcesso civileCommercialeTributi
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicatoRinvio pregiudizialePrimato del diritto dell'Unione europea

Testo integrale

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