Cassazione Penale, Sentenza n. 50494/2023 del 19/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale della Libertà di Bari che aveva rigettato la richiesta di riesame volta al dissequestro di un immobile di cui egli era locatario ma intestato a soggetto terzo, nei cui locali si svolgeva attività di gioco d'azzardo. Il ricorrente deduceva violazione degli artt. 722 e 240 c.p., sostenendo che non sussistesse vincolo di pertinenzialità tra l'immobile sottoposto a sequestro e il reato contestato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché, con atto del 16/10/2023 trasmesso tramite difensore munito di procura speciale, il ricorrente aveva rinunciato al ricorso; inoltre il proprietario dell'immobile nel frattempo aveva risolto il contratto di locazione e presentato istanza di restituzione al Pubblico Ministero, determinando una sopravvenuta carenza di interesse non imputabile al ricorrente. Per tale ragione la Corte non ha esaminato il merito delle censure sui presunti profili di pertinenzialità e ha escluso l'imposizione di spese processuali o somme a favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Richiamato dal ricorrente come norma collegata al sequestro previsto per reati connessi a strumenti o luoghi del reato; la Corte non si è pronunciata nel merito sulla presunta violazione, avendo dichiarato inammissibile il ricorso per rinuncia e sopravvenuta carenza di interesse.
Invocato dal ricorrente in relazione all'assenza di vincolo di pertinenzialità tra immobile e reato; anche su questo specifico profilo la Corte non è entrata nel merito a seguito della dichiarazione di inammissibilità.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 3, n. 8025 del 25/01/2012, Rv. 252910
Sez. 3, n. 8025 del 25/01/2012, Rv. 252910
Richiamata per il principio secondo cui la sopravvenuta carenza di interesse, dovuta a causa non imputabile al ricorrente, determina l'inammissibilità del gravame senza che ne consegua condanna alle spese o alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- La rinuncia formale del ricorrente al ricorso comporta l'inammissibilità dello stesso e impedisce alla Corte di Cassazione di esaminare il merito delle censure.
- La sopravvenuta carenza di interesse (es. risoluzione del contratto di locazione da parte del proprietario e istanza di restituzione al PM) determina l'inammissibilità quando la causa della sopravvenienza non è imputabile al ricorrente.
- Se il ricorrente è solo locatario e non proprietario dell'immobile, il sieguente criterio processuale può rendere più complessa la tutela: la disponibilità reale dell'immobile (provata dal proprietario) incide sull'interesse a ottenere il dissequestro.
- La Corte, in presenza di inammissibilità per sopravvenuta mancanza di interesse, può escludere l'addebitabilità delle spese processuali e delle somme a favore della Cassa delle ammende quando la causa non è imputabile al ricorrente.
- Per contestare efficacemente un sequestro di un immobile occorre preservare l'interesse processuale fino alla decisione: evitare atti che determinino la cessazione dell'interesse (es. rinunce non ponderate) e, se possibile, coinvolgere il proprietario nell'azione per il dissequestro.
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