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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15791/2025 del 23/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso l'assoluzione per il reato di invasione arbitraria di un fabbricato comunale (Comune di Cava de' Tirreni). Il Procuratore Generale ha dedotto violazione di legge e manifesta illogicità della motivazione della sentenza di primo grado, in quanto il Tribunale non avrebbe valutato adeguatamente la durata e la protrazione dell'occupazione (elemento materiale della fattispecie) e non avrebbe esercitato i poteri istruttori per integrare le prove, ad esempio escutendo il testimone di polizia giudiziaria o gli uffici comunali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per cassazione (riqualificato dall'impugnazione), ritenendo fondata la censura per manifesta illogicità della motivazione. Ha rilevato l'incongruenza tra il riconoscimento della presenza dell'intero nucleo familiare nell'unità abitativa comunale (che supporta la persistenza dell'occupazione) e la conclusione di assenza di elementi circa la protrazione dell'invasione. Ha inoltre censurato l'omessa utilizzazione dei poteri istruttori del giudice di cui all'art. 507 c.p.p. (anche in relazione agli atti acquisiti ai sensi dell'art. 493, comma 3), che avrebbero dovuto consentire accertamenti sulla permanenza dell'occupazione. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata annullata e il giudizio rinviato per nuovo esame al Tribunale di Nocera Inferiore in diversa persona fisica.

Norme richiamate

  • d.l. 137/2020, art. 23, comma 8

    art. 23 co. 8 d.l. 137/2020

    Regola la trattazione del ricorso con contraddittorio scritto; richiamata per spiegare la modalità processuale seguita nell'impugnazione

  • codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e

    art. 606, comma 1, lett. e, c.p.p.

    Norma che individua il vizio della sentenza per 'manifesta illogicità' della motivazione; la Corte la applica per censurare la contraddittorietà e l'arbitrarietà della motivazione assolutoria

  • codice di procedura penale, art. 507, comma 1-bis

    art. 507, comma 1-bis, c.p.p.

    Attribuisce al giudice poteri istruttori autonomi anche in fase dibattimentale per integrare l'istruttoria; la Corte rileva che tali poteri non sono stati esercitati per verificare la permanenza dell'occupazione

  • codice di procedura penale, art. 493, comma 3

    art. 493, comma 3, c.p.p.

    Norma richiamata in relazione agli atti acquisiti al fascicolo per il dibattimento; la Corte osserva che, anche avendo tali atti in fascicolo, il giudice avrebbe potuto/ dovuto integrare istruttoria

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 2)

    Sez. 2, n. 34868 del 04/07/2019 (Lanza, Rv. 276430); Sez. 2, n. 11544 del 08/02/2011 (Maddii, Rv. 249887); Sez. 2, n. 19079 del 03/05/2011 (Amato, Rv. 250320)

    Richiami giurisprudenziali utilizzati per sostenere il principio della completezza dell'attività istruttoria e la necessità di accertare la persistenza dell'occupazione per la configurabilità del reato

Massime di principio

  • La presenza stabile nell'immobile (es. nucleo familiare che risiede nell'unità) può legittimamente consentire una presunzione sulla durata dell'occupazione; il giudice deve valutare tale elemento prima di escludere la consumazione del reato
  • In caso di dubbi sulla durata o sulla permanenza dell'occupazione, il giudice deve esercitare i poteri istruttori (art. 507 c.p.p.) per integrare la prova: escutere testimoni, acquisire informative di polizia o sentire l'ente proprietario
  • La mancata integrazione dell'istruttoria quando le prove disponibili sono contraddittorie o insufficienti può configurare manifesta illogicità della motivazione e giustificare l'annullamento della sentenza in Cassazione
  • Il Procuratore Generale può impugnare le sentenze assolutorie davanti alla Cassazione per vizi di motivazione, in particolare quando vi sia omissione dell'attività istruttoria necessaria
  • Nel processo penale, il giudice di merito non può selezionare solo elementi 'in favor rei' omettendo accertamenti disponibili: la completezza dell'istruttoria è un presidio della regolarità del processo

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