Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15768/2025 del 23/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

ricorso per cassazione proposto dalla parte civile avverso la sentenza d'appello che aveva riformato integralmente la decisione di primo grado (che aveva ritenuto l'imputato responsabile del presunto furto/'assicurazione fraudolenta' relativo a pellicce). La ricorrente censurava la Corte d'appello per motivazione insufficiente nel riformare la sentenza basata su un compendio esclusivamente indiziario, contestando che non fosse stata fornita la cosiddetta "motivazione rafforzata" richiesta dalla giurisprudenza e che fosse stato omesso l'esame dell'interesse/motivo dell'imputato alla commissione del reato. Si richiamavano, tra gli elementi controversi, la tempistica della modifica del contratto assicurativo, la presenza/efficacia di una telecamera di sorveglianza, la condotta dell'assicurato, l'inidoneità del luogo di custodia delle pellicce e la situazione patrimoniale della società dell'imputato.

La decisione

la Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e lo ha respinto. Ha ritenuto inammissibile la memoria presentata telematicamente dall'imputato perché non sottoscritta da un avvocato abilitato. Ha poi valutato che la Corte d'appello aveva motivato adeguatamente la riforma, facendo proprie e valutando in modo condivisibile le argomentazioni difensive, e aveva correttamente considerato il quadro probatorio come esclusivamente indiziario, debole ed equivoco. La Cassazione ha confermato che, in presenza di elementi indiziari non univoci e di possibili spiegazioni alternative, la pronuncia assolutoria d'appello è compatibile con il principio di non colpevolezza sancito dall'art. 533 c.p.p. (oltre ogni ragionevole dubbio). Inoltre la Corte ha precisato i limiti del sindacato in cassazione sui vizi della motivazione.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale, art. 533, comma 1

    l'affermazione della penale responsabilità dell'imputato può essere affermata solo se gli elementi probatori lo consentono "oltre ogni ragionevole dubbio"

    la Corte ha richiamato ed applicato lo standard probatorio 'oltre ogni ragionevole dubbio' per affermare che, con un quadro indiziario equivoco e non univoco, non è possibile sostenere la responsabilità penale

  • Giurisprudenza consolidata (Sez.4, n. 2474 del 15/10/2021; Sez.4, n. 24439 del 16/06/2021, ecc.)

    il giudice d'appello che riformi in senso assolutorio la sentenza di condanna di primo grado sulla base del medesimo compendio probatorio deve offrire una motivazione puntuale e adeguata che dia razionale giustificazione della difforme decisione

    la Corte di cassazione ricorda il principio secondo cui l'appello non è esentato dall'obbligo motivazionale quando riforma una condanna: l'appello deve confutare in modo articolato le valutazioni del giudice di primo grado; nel caso esaminato la Corte d'appello ha comunque fornito ragioni ritenute adeguate

  • Regole di ammissibilità degli atti processuali (sottoscrizione degli atti difensivi)

    memoria risultata inutilizzabile perché non sottoscritta da un avvocato abilitato al patrocinio innanzi a questa Corte

    documenti o memorie presentati in cassazione devono rispettare i requisiti formali, tra cui la sottoscrizione del difensore abilitato; altrimenti sono inutilizzabili ai fini del giudizio

Massime di principio

  • Se la condanna di primo grado si basa solo su elementi indiziari, la Corte d'appello può riformare in senso assolutorio purché dia motivazione puntuale e adeguata sulle ragioni di dissenso rispetto al giudice di primo grado
  • La prova penale deve superare la soglia del 'oltre ogni ragionevole dubbio' (art. 533 c.p.p.); indizi equivoci o compatibili con spiegazioni alternative non sono sufficienti a fondare una condanna
  • In cassazione le doglianze sulla motivazione sono ammissibili solo se concernono mancanza, manifesta illogicità, contraddittorietà o omissione di atti essenziali; non si ammette il semplice dissenso sulla persuasività della valutazione di merito
  • Le memorie o documenti presentati nel procedimento devono rispettare i requisiti formali (es. sottoscrizione da avvocato abilitato); il loro difetto può rendere l'atto inutilizzabile
  • Per la parte civile che intende impugnare un'assoluzione d'appello è strategico dimostrare, con riferimento alla motivazione, quali specifici elementi probatori siano stati ignorati o malinterpretati e perché l'alternativa prospettata dall'appello sarebbe irragionevole

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.