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Sentenza

Sentenza n. 97/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500183

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto della domanda di rilascio del nulla osta per l'instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato con un lavoratore straniero

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento prefettizio notificato il 19 novembre 2024, chiedendone l'annullamento previa sospensione dell'efficacia. In sede cautelare il TAR aveva ordinato alla Prefettura di riavviare il procedimento e di concluderlo con un nuovo provvedimento corredato da una relazione illustrativa. L'amministrazione ha riavviato il procedimento, trasmesso una nuova comunicazione di avvio e indicato le ragioni ostative al rilascio del nulla osta, adottando poi, il 29 maggio 2025, un nuovo provvedimento nuovamente negativo. Il ricorrente ha depositato una memoria deducendo l'illegittimità del nuovo provvedimento e chiedendone l'annullamento, ma tale memoria non è stata notificata all'amministrazione e non è stata pertanto qualificata come ricorso per motivi aggiunti.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso introduttivo per sopravvenuto difetto di interesse. Il nuovo provvedimento adottato dalla Prefettura all'esito del riavvio del procedimento costituisce una conferma propria del precedente atto impugnato e lo ha sostituito. Di conseguenza, non sussisteva più un interesse attuale alla decisione sull'impugnazione dell'originaria determinazione. Il nuovo atto avrebbe dovuto essere autonomamente impugnato nel termine previsto dall'art. 29 c.p.a.; tale termine era ormai decorso. La memoria depositata il 29 dicembre 2025 non poteva valere come ricorso per motivi aggiunti perché non era stata notificata. Le spese di lite sono state compensate in ragione dell'andamento complessivo del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata, previo avviso alle parti, quando la causa è matura per la decisione in camera di consiglio.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    possibile improcedibilità del ricorso introduttivo

    Impone il previo avviso alle parti delle questioni rilevate d'ufficio che il giudice intende porre a fondamento della decisione, come la sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 29 c.p.a.

    Il nuovo provvedimento, sostitutivo e confermativo dell'atto originariamente impugnato, doveva essere autonomamente impugnato entro il termine decadenziale previsto per l'azione di annullamento.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione, in esecuzione di un ordine giudiziale di riesame, adotta un nuovo provvedimento che costituisce conferma propria e sostituisce quello originariamente impugnato, il ricorso contro il primo atto diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • Il nuovo provvedimento adottato all'esito del riesame deve essere autonomamente impugnato entro il termine decadenziale previsto dall'art. 29 c.p.a.; la mancata impugnazione impedisce di ottenere una decisione sul merito attraverso il ricorso originario.
  • Una memoria depositata in giudizio, se non notificata alle controparti, non può essere qualificata come ricorso per motivi aggiunti e non può estendere l'oggetto del giudizio al nuovo provvedimento amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilitàMotivi aggiunti e ricorso incidentale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseDecadenza e tardivitàEffetto conformativo e riedizione del potere

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