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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1719/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di rinvio della Corte d'appello di Roma per presunti vizi di motivazione nella determinazione degli aumenti di pena per la continuazione applicati ai reati residui ('satellite'). Lamentata omissione di specificazione dell'entità dell'aumento per ciascun reato satellite e contestato errore di calcolo nella riduzione per il rito (sconto di un terzo) che aveva prodotto una pena in concreto più lieve di quella che sarebbe risultata da calcolo corretto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha rilevato che la Corte di appello aveva correttamente rideterminato la pena di base, riconosciuto circostanze attenuanti e applicato l'aumento per continuazione; ha inoltre constatato un errore di calcolo nella riduzione per il rito che avrebbe prodotto una pena lievemente superiore, ma tale errore ha beneficiato il ricorrente e non è stato impugnato dalla parte pubblica, quindi non è emendabile. Nel complesso la pena risultante è stata ritenuta sufficientemente mite rispetto alla gravità e reiterazione dei fatti; la Cassazione ha confermato la sentenza impugnata e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.). Sentenza con motivazione semplificata.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 conv. in l. n. 176 del 2020

    Riferimento procedurale: il procedimento è svolto nelle forme previste dalla norma emergenziale citata (regole procedurali applicate al procedimento).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede che il rigetto del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali; norma applicata per irrogare le spese al ricorrente.

  • Sez. U, n. 6019 del 11/05/1993, Ligresti (Rv. 193418) - giurisprudenza

    Principio secondo cui, in caso di annullamento parziale da parte della Cassazione che riguarda statuizioni diverse dall'accertamento del fatto e della responsabilità, la pronuncia di condanna diviene irrevocabile al rinvio; ne consegue la preclusione per il giudice di rinvio a dichiarare estinto il reato per prescrizione, anche se la causa estintiva fosse preesistente e non valutata dalla Cassazione.

Massime di principio

  • Quando la Cassazione annulla parzialmente e rinvia per questioni che non concernono l'accertamento del fatto o della responsabilità, la sentenza di condanna diventa irrevocabile e il giudice del rinvio è generalmente ostacolato dal dichiarare estinto il reato per prescrizione (principio Ligresti).
  • La motivazione circa l'aumento per continuazione dovrebbe consentire il controllo della logica di determinazione: idealmente il giudice indica la misura e la ragione dell'aumento applicato. Tuttavia, la mancanza di specificazione analitica può essere assorbita se, nel complesso, la pena inflitta è congrua rispetto alla gravità dei fatti e alla loro reiterazione.
  • Errori di calcolo che favoriscono l'imputato non sono emendabili d'ufficio se la parte pubblica non li impugna; tali errori, se non incidono negativamente sull'equità della pena complessiva, possono rendere infondato il motivo di ricorso.
  • Per ottenere accoglimento del ricorso sulla determinazione della pena è necessario dimostrare un vizio di motivazione concreto e non meramente formale, che abbia inciso sul risultato sanzionatorio in modo tale da renderlo illogico o sproporzionato.
  • Il rigetto del ricorso comporta normalmente la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente; pertanto valutare il rapporto costi/benefici prima di proporre appello quando il motivo appare debole.

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