Cassazione Penale, Sentenza n. 37316/2023 del 13/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Le ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Catania che aveva rigettato l'istanza di revoca dell'ordine di demolizione emesso il 2 luglio 2020 (in esecuzione di patteggiamento nei confronti di Grazia Di Bella e di Giuseppe Raffaeli). Sostenevano che sull'immobile pendevano due istanze di condono edilizio presentate il 21 e 22 dicembre 2004 ai sensi della legge n. 326/2003, con tutta la documentazione e il pagamento degli oneri; la Direzione Urbanistica comunale con nota del 21 novembre 2020 aveva ritenuto le pratiche assentibili, per cui non poteva essere decisiva la richiamata legge regionale n. 19/2021 (poi oggetto di questione costituzionale). Inoltre si eccepiva la situazione di bisogno della Raffaeli, occupante l'immobile con il nucleo familiare e percettrice di assegno unico, che non avrebbe potuto reperire una soluzione abitativa alternativa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha condiviso la valutazione del giudice dell'esecuzione che aveva richiamato il parere della Soprintendenza, la quale aveva sospeso l'istruttoria delle pratiche di sanatoria in attesa del pronunciamento della Corte costituzionale sulla legge regionale n. 19/2021. La Corte costituzionale, con sentenza n. 252 del 22/11/2022, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, della legge regionale 29/07/2021, n. 19, decisione che incideva sull'istanza di revoca. Inoltre la Corte ha ritenuto che le deduzioni difensive fossero generiche e non documentassero l'effettivo stato di avanzamento del procedimento di condono (pendente dal 2004 senza esito). Ha richiamato l'orientamento secondo cui l'ordine di demolizione può essere sospeso solo se sia ragionevolmente prevedibile, su elementi concreti, che in breve tempo venga adottato un provvedimento amministrativo o giurisdizionale incompatibile con la demolizione. Anche la prospettazione della situazione economica della Raffaeli è stata ritenuta non sufficientemente specifica (mancanza di allegazioni su reddito, attività compiute per trovare alloggio alternativo, accesso all'edilizia popolare). Perciò i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili; ciascuna ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., a versare euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Normativa di riferimento per le domande di condono edilizio presentate nel 2004; le ricorrenti sostenevano che l'esistenza di tali pratiche avrebbe dovuto influire sulla revoca dell'ordine di demolizione, ma la Corte ha ritenuto non sufficientemente provato lo stato di definizione del procedimento amministrativo
legge regionale 29 luglio 2021, n. 19
Era richiamata dalle ricorrenti per fondare la revoca dell'ordine di demolizione, ma la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1 (sent. Corte cost. n. 252/2022), rendendo inefficace tale argomentazione nel giudizio di esecuzione
sentenza Corte costituzionale n. 252 del 22/11/2022
Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1 della legge regionale n. 19/2021; decisione determinante per escludere l'efficacia della normativa regionale invocata dalle ricorrenti
Norma applicata per imporre alle ricorrenti l'onere delle spese del procedimento e il versamento alla Cassa delle ammende per i ricorsi ritenuti inammissibili
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, n. 35201 del 03/05/2016 e Sez. 3, n. 42978 del 17/10/2007)
Principio consolidato secondo cui l'ordine di demolizione può essere sospeso solo se risulti ragionevolmente prevedibile, su elementi concreti, che entro breve termine un provvedimento amministrativo o giurisdizionale renderà incompatibile la demolizione
sentenza Corte costituzionale n. 186 del 13/06/2000
Richiamata in relazione alla determinazione dell'ammenda: la Corte ha valutato che non sussistessero elementi per ritenere che i ricorsi fossero proposti colpa grave, comunque ha disposto il versamento equilibrato in favore della Cassa delle ammende
Massime di principio
- La mera pendenza di una pratica di condono edilizio non è, di per sé, sufficiente a ottenere la revoca o la sospensione di un ordine di demolizione: è necessario provare l'esistenza di elementi concreti che rendano prevedibile, in breve tempo, un provvedimento amministrativo o giurisdizionale incompatibile con la demolizione
- Se l'autorità amministrativa (es. Soprintendenza o Comune) sospende l'istruttoria in attesa di una pronuncia costituzionale o di altro atto decisivo, tale circostanza può giustificare il rigetto di istanze di revoca quando non risulti un concreto e imminente esito favorevole
- Le eccezioni fondate su modifiche normative di rango regionale richiedono attenzione: se la norma regionale invocata viene dichiarata incostituzionale, essa non può sorreggere una richiesta di revoca dell'esecuzione
- Le affermazioni sulla situazione di bisogno o sul danno per gli occupanti devono essere documentate con elementi specifici (reddito, provvedimenti di accesso a edilizia popolare, ricerca attiva di soluzioni alternative) per incidere sulla valutazione del principio di proporzionalità
- Ricorsi che appaiono generici o privi di documentazione probatoria possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e, talvolta, il pagamento di somme a titolo di ammenda
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