Cassazione Civile, Sentenza n. 32617/2024 del 15/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Controversia sulla determinazione del valore in dogana di importazioni 2020: l'Agenzia doganale ha emesso avvisi di rettifica per omessa inclusione nel valore dichiarato delle royalties dovute al titolare del marchio "Levi's". Le società ricorrenti contestavano l'inclusione delle royalties come 'condizione della vendita' e allegavano vizi formali (presunta nullità per carenza di deleghe, preteso giudicato esterno favorevole, violazioni di motivazione e di diritto comunitario). La questione centrale è stata se, in base alla normativa UE e ai contratti di licenza, le royalties debbano essere aggiunte al prezzo effettivamente pagato ai fini del valore doganale.
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso (rigetto integrale dei motivi), confermando la decisione della CTR di secondo grado che aveva accolto l'appello dell'Agenzia e negato quello incidentale dei contribuenti. La Corte ha ritenuto inammissibili o infondati diversi motivi (mancata specificità, mescolanza di censure, limiti dell'art. 360 c.p.c.), ha escluso l'estensione del giudicato esterno alle operazioni doganali diverse e ha confermato che, alla luce del CDU e del Reg. di esecuzione, le royalties possono essere incluse nel valore in dogana quando sussiste la "condizione di vendita" (anche implicita) e elementi che dimostrino il controllo/orientamento del licenziante sulla filiera. Ha inoltre ritenuto legittimi i processi verbali sottoscritti dai funzionari doganali senza deleghe specifiche ex artt. 8 e 9 d.lgs. 374/1990. Le ricorrenti sono state condannate alle spese.
Norme richiamate
Regolamento (UE) n. 952/2013 (Codice doganale dell'Unione - CDU)
art. 70 e art. 71, par.1 lett. c)
L'art.70 stabilisce il valore in dogana come prezzo effettivamente pagato o da pagare; l'art.71 lett.c) dispone che i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci vanno inclusi se il compratore è tenuto a pagarli come condizione della vendita. La Corte ha confermato che tali disposizioni obbligano ad includere le royalties quando ricorra la 'condizione di vendita' (anche se implicita) e sulla base di dati oggettivi e quantificabili.
Regolamento di esecuzione (UE) n. 2447/2015
L'art.136 par.4 individua tre condizioni alternative che rendono i diritti di licenza 'condizione di vendita' (pagamento richiesto dal venditore o persona ad esso collegata; pagamento per soddisfare obbligo del venditore; merci non vendibili/acquistabili senza il pagamento). La Corte ha applicato questa norma per ritenere sussistente la condizione di vendita sulla base delle clausole contrattuali e del controllo esercitato dal licenziante.
Regolamento delegato (UE) 2015/2446
art. 71 del Regolamento delegato (richiamato nel testo)
Richiama e integra i criteri del CDU; la Corte ne ha condiviso l'interpretazione estensiva secondo cui non è necessaria la determinazione definitiva del valore al momento dell'obbligazione doganale e che la nozione di 'condizione di vendita' può essere implicita nei rapporti contrattuali.
TAXUD/B4/2016-IT n. 808781 (documento di prassi della Commissione UE)
Documento di soft law che fornisce criteri interpretativi: il criterio centrale è verificare se il venditore può vendere o il compratore può comprare senza pagare royalties. La Corte ha ritenuto questi orientamenti utili e conformi all'interpretazione giurisprudenziale europea.
TAXUD/800/2002 (Commentario/WCO - commento n.11)
Strumento interpretativo storico (soft law) indicante fattori utili per valutare il controllo del licenziante (es. scelta del produttore, controllo dei metodi produttivi, restrizioni di vendita). La Corte ha confermato la rilevanza di tali indicatori nel giudizio del controllo/orientamento del licenziante.
d.lgs. n. 374/1990
Disciplinano l'attività dei funzionari doganali; la Corte ha interpretato che i processi verbali di controllo e rettifica possono essere sottoscritti dai funzionari che hanno effettuato le verifiche senza necessità di deleghe formali aggiuntive.
art. 2909 cod. civ.
Principio di autorità della cosa giudicata. La Corte ha ricordato che il giudicato interno si applica solo quando identità di parti, oggetto e rapporto giuridico sussistono; inoltre l'attività interpretativa delle norme non è vincolata in modo che impedisca diverso esame in altra causa.
art. 360 c.p.c.
rimedi per cassazione (richiamato ampiamente nei motivi)
Norma procedurale che delimita i motivi di cassazione (violazione di legge, vizio di motivazione, contrarietà al giudicato, ecc.). La Corte ha dichiarato inammissibili alcuni motivi per carenza di specificità o per mescolanza di profili incompatibili con le fattispecie previste dall'art.360.
l. n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)
Riguarda il diritto di motivazione degli atti tributari. La Corte ha affermato che l'obbligo di motivazione può essere adempiuto 'per relationem' e che gli avvisi contenevano elementi sufficienti per la difesa.
Disposizioni costituzionali e procedurali richiamate
art. 111 Cost. (richiamato), artt. processuali richiamati nel testo
Riferimenti utilizzati nelle censure procedurali; la Corte ha gestito tali profili ritenendo infondate o inammissibili le censure sull'istruttoria o sulla motivazione quando l'atto originario e gli elementi risultanti dagli atti processuali erano sufficienti.
Massime di principio
- Le royalties vanno incluse nel valore in dogana quando sono una 'condizione di vendita' delle merci: ciò può risultare espressamente nel contratto o implicitamente dalle circostanze contrattuali e operative.
- Non è necessario che il pagamento delle royalties sia fatto direttamente al venditore: anche pagamenti a terzi o al titolare dei diritti possono essere rilevanti se il contesto mostra che l'importazione è subordinata al loro versamento.
- Per stabilire la 'condizione di vendita' occorre valutare complessivamente contratti di vendita, contratti di licenza e l'effettivo rapporto di controllo/orientamento del licenziante sulla produzione/distribuzione (indicatori TAXUD/WCO sono strumenti utili).
- L'esistenza di un 'controllo' del licenziante va intesa in senso ampio (potere di orientamento o di condizionamento della produzione, qualità, logistica, canali di vendita), non richiedendo il controllo totale di tutte le attività del licenziatario.
- La prova della rilevanza delle royalties deve fondarsi su dati oggettivi e quantificabili; il valore doganale va integrato sulla base di elementi concreti che riflettano il valore economico reale della merce.
- Il giudicato esterno (autorità di cosa giudicata) non si estende automaticamente a importazioni diverse: per essere preclusivo occorrono identità di parti, oggetto e rapporto giuridico (stesse singole operazioni).
- Gli atti doganali redatti e sottoscritti dai funzionari che hanno effettuato i controlli sono legittimi anche senza deleghe specifiche formali, in virtù delle norme che attribuiscono funzioni e poteri ai funzionari doganali.
- Le censure di cassazione devono essere specifiche e non mescolare profili incompatibili (violazione di legge vs. vizio di motivazione/omesso esame dei fatti); la giurisprudenza richiede autosufficienza del ricorso e richiamo testuale delle sentenze invocate a fondamento del giudicato esterno.
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