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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00067/2025 del 02/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le doglianze si risolvessero in una critica generica dell'ordinanza impugnata, priva di specifiche indicazioni sui reati asseritamente pretermessi e sulla loro riconducibilità a un medesimo disegno criminoso. Conseguentemente ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice dell'esecuzione)

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza con cui il Tribunale di Lodi, quale giudice dell'esecuzione, aveva parzialmente rigettato l'istanza di applicazione della disciplina della continuazione rispetto a reati già oggetto di cinque sentenze irrevocabili di condanna. Con un unico motivo ha dedotto la manifesta illogicità della motivazione, sostenendo che il giudice dell'esecuzione non avrebbe considerato che la richiesta, riferita al cumulo della Procura della Repubblica di Lodi del 15.4.2024, doveva intendersi estesa anche ai reati ricompresi in un precedente cumulo della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, poi confluito nel punto 1) dell'elencazione del cumulo di Lodi. La Cassazione rileva però che l'istanza originaria era formulata in modo assai generico e che anche il ricorso per cassazione non indicava con precisione quali reati sarebbero stati omessi né per quali ragioni essi sarebbero stati espressione di un unico disegno criminoso.

Norme richiamate

  • art. 671 c.p.p.

    La richiesta di applicazione della disciplina della continuazione in sede esecutiva presuppone una deduzione sufficientemente specifica dei reati da ricondurre al medesimo disegno criminoso e consente al giudice dell'esecuzione di individuare con precisione i fatti da valutare.

Massime di principio

  • Nel procedimento di esecuzione per l'applicazione della continuazione, l'istanza deve contenere indicazioni specifiche e circostanziate sui reati da ricomprendere nel medesimo disegno criminoso; una domanda meramente generica non consente un valido scrutinio.
  • In cassazione, la censura contro il diniego o il parziale rigetto della continuazione non può limitarsi a lamentare in modo astratto l'omessa considerazione di precedenti cumuli o sentenze, ma deve indicare puntualmente quali fatti siano stati pretermessi e per quali elementi debbano ritenersi unificati dal medesimo disegno criminoso.
  • Quando il giudice dell'esecuzione abbia espressamente richiamato e valutato i precedenti provvedimenti di cumulo, la mera riproposizione di doglianze generiche non è idonea a evidenziare un vizio di motivazione censurabile in sede di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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