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Ordinanza

Ordinanza n. 3717/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento - del decreto di diniego di concessione della cittadinanza italiana notificato al Sig. Khenchoul Abdelkhader in data 23.07.2025 (-OMISSIS-) - di ogni altro atto, presupposto e/o consequenziale comunque lesivo dei diritti e degli interessi del ricorrente.

Giustizia amministrativa202514872

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di diniego della concessione della cittadinanza italiana notificato il 23 luglio 2025

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto con cui è stata negata la concessione della cittadinanza italiana, chiedendo altresì l'annullamento di ogni atto presupposto o consequenziale. Il TAR ha rilevato d'ufficio seri dubbi sulla ricevibilità del ricorso, poiché il ricorso, notificato il 15 ottobre 2025, risulta depositato il 3 dicembre 2025. La questione prospettata riguarda quindi la possibile tardività del deposito rispetto ai termini derivanti dal combinato disposto degli artt. 35, comma 1, lettera a), e 45, comma 1, c.p.a. La parte ricorrente non era presente alla camera di consiglio.

La decisione

Il TAR non ha definito il giudizio. Considerata la possibile tardività del deposito e richiamato l'art. 72-bis c.p.a., ha assegnato alle parti venti giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa dell'ordinanza per presentare memorie limitatamente alla questione della ricevibilità del ricorso. Ha rinviato la causa alla camera di consiglio del 25 marzo 2026. Ha inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata ai sensi dell'art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003 e degli artt. 5 e 6 del regolamento (UE) 2016/679.

Norme richiamate

  • art. 72-bis c.p.a.

    La fissazione della camera di consiglio e la trattazione sono state disposte in presenza di seri dubbi sulla ricevibilità del ricorso, con assegnazione alle parti di un termine per memorie sulla questione.

  • art. 35, comma 1, lett. a), c.p.a.

    È richiamato, insieme all'art. 45, comma 1, c.p.a., quale base normativa per la valutazione della possibile tardività del deposito del ricorso.

  • art. 45, comma 1, c.p.a.

    È richiamato per valutare la tempestività del deposito del ricorso notificato il 15 ottobre 2025 e depositato il 3 dicembre 2025.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è posta a fondamento dell'oscuramento delle generalità per tutelare i diritti o la dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, quale base per la protezione dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo rileva seri dubbi sulla ricevibilità del ricorso, può assegnare alle parti un termine per memorie limitato alla questione preliminare, rinviando la decisione a una successiva camera di consiglio.
  • La tempestività del ricorso deve essere verificata considerando distintamente la notificazione e il successivo deposito, alla luce del combinato disposto delle norme processuali applicabili; la notificazione effettuata entro il termine non esclude di per sé la tardività del deposito.
  • Prima di dichiarare l'irricevibilità per tardività, il giudice deve consentire alle parti di interloquire sulla questione rilevata d'ufficio, mediante assegnazione di un termine per memorie.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaTermini e notificazione del ricorso
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàPartecipazione procedimentale

Testo integrale

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