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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20421/2022 del 25/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ripoli era stato condannato in primo grado (abbreviato) per omicidio e reati connessi alle armi. Ha proposto appello chiedendo, alternativamente, l'assoluzione per legittima difesa (anche putativa), l'eccesso colposo, il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, la prevalenza delle attenuanti sulle aggravanti e una diversa quantificazione della pena; successivamente la difesa ha rinunciato a gran parte dei motivi di appello eccetto quelli relativi alle attenuanti generiche, al confronto tra circostanze e alla determinazione della pena. La Corte d'assise d'appello ha ritenuto valida la rinuncia parziale e ha riformato la pena riducendola a quindici anni. Con ricorso per cassazione la difesa ha impugnato la decisione sostenendo, tra l'altro, che la rinuncia parziale non era valida perché la procura speciale conferita all'avvocato permetteva solo la definizione mediante concordato (art. 599-bis c.p.p.) e non una semplice rinuncia ex art. 589 c.p.p., e che non risultava alcun accordo con il Pubblico Ministero.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso ritenendo invalida la rinuncia parziale ai motivi di appello nella forma praticata: la procura speciale del 20/09/2018 attribuiva il potere di concordare l'accoglimento totale o parziale dei motivi nell'ambito di un concordato ex art. 599-bis c.p.p., non invece di effettuare una rinuncia semplice ex art. 589 c.p.p. priva di accordo con il Pubblico Ministero. Non essendovi alcun accordo né indicazione di una pena concordata e non essendo stato conferito il potere di rinunciare semplicemente all'impugnazione, la difesa aveva esercitato un potere non conferitole. La sentenza impugnata è stata annullata e il giudizio rinviato ad altra Sezione della Corte d'assise d'appello di Bari per nuovo esame. Ogni ulteriore questione è stata assorbita.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. proc. pen.

    Riconosciuto come il potere personale dell'imputato di rinunciare all'impugnazione (anche parzialmente), esercitabile però validamente tramite procuratore soltanto se detto procuratore è "procuratore speciale" appositamente investito di tale potere oppure se l'imputato è presente in udienza e non si oppone.

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Individuato come lo strumento del "concordato in appello", ossia uno schema negoziale che richiede il consenso dell'imputato e del Pubblico Ministero e l'indicazione di una pena concordata; la procura che autorizza ad aderire a un concordato non equivale automaticamente a delega per una semplicee unilaterale rinuncia ex art. 589.

Massime di principio

  • La rinuncia all'impugnazione è potere personale dell'imputato: se viene esercitata tramite difensore è necessaria una procura speciale che conferisca espressamente tale potere, altrimenti la rinuncia è invalida salvo che l'imputato sia presente in udienza e non si opponga.
  • La procura conferita per negoziare o accettare un concordato ex art. 599-bis c.p.p. non autorizza automaticamente il difensore a compiere una rinuncia semplice ex art. 589 c.p.p.: il concordato richiede il consenso del Pubblico Ministero e l'indicazione di una pena concordata.
  • Se la renuncia parziale ai motivi di appello è viziata per mancanza di procura speciale o per difetto di validità del concordato, il giudice di appello non può ritenere quelle questioni precluse e deve pronunciarsi su tutti i motivi di appello proposti.
  • Le formalità e il contenuto della procura speciale devono essere letti e interpretati in concreto: la delega a «concordare» è diversa dalla delega a «rinunciare» e la distinzione ha effetti processuali decisivi.
  • In caso di dubbio sulla validità di una rinuncia parziale in appello, la corte di legittimità può annullare la sentenza impugnata e rinviare il giudizio a diversa sezione per evitare l'insorgenza dello stesso vizio.

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